Addio a un’icona del cinema francese, e del cinema del Novecento, Jean Paul Belmondo. Aveva 88 anni, è morto a Parigi secondo quanto riportato dall’Agence France Press. “Si è spento serenamente”,  ha fatto sapere il suo avvocato. La notizia ha fatto in poco tempo il giro del mondo. Tutti i giornali francesi aprono i loro siti con la notizia della morte dell’attore. Aveva recitato anche in Italia: aveva lavorato con registi come Alberto Lattuada, Vittorio De Sica e Renato Castellani e con attrici come Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale, Sophia Loren e Stefania Sandrelli.

Dalla nuovelle vague al cinema popolare, Belmondo ha giocato in tutte le categorie del cinema. E sempre con successo, con il sorriso sempre ammiccante, quella faccia da pugile e seduttore. Era nato a Neuilly-sur-Seine il 9 aprile 1933. Era figlio di un pittore e scultore, Paul Belmondo, nato nell’Algeria francese da genitori italiani. Da piccolo Jean-Paul praticò soprattutto pugilato e calcio fino a diplomarsi al Conservatoire National Supérieur d’Art Dramatique.

Molto teatro all’inizio, molti secondi ruoli sul grande schermo. A notare il suo talento è un giovane critico dei Cahiers du Cinéma, Jean-Luc Godard. E sarà proprio con uno dei capolavori di quest’ultimo, regista tra i più importanti di sempre del cinema francese, a raggiungere il successo. Fino all’ultimo respiro, del 1960. Poi arriveranno anche Asfalto che scotta con Claude Sautet e Mare Matto con Renato Castellani. Nel giro di pochi anni Belmondo diventa un divo.

Con L’uomo di Rio di Philippe de Broca si inaugura una fase più commerciale della sua carriera. In Borsalino recita al fianco di Alain Delon. Non scompare però dalla sua filmografia la firma d’autore, come con Il grande truffatore di Alain Resnais. Gli anni ’70 saranno invece quelli dei polizieschi, spesso girati senza controfigura; gli ’80 quelli di tanto teatro. Belmondo nel 1989 vince il prestigioso Premio César per il migliore attore per Una vita non basta di Claude Lelouch. Nel 2001 un’ischemia cerebrale lo allontana dal grande schermo e dal teatro fino al 2008, quando recita nel remake francese di Umberto D. di Vittorio De Sica. Al Festival di Cannes del 2011 è stato insignito della Palma d’Oro alla Carriera e del Leone d’Oro alla Carriera alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2016.

Belmondo aveva sposato la ballerina Elodie Constantin nel 1952, con la quale ebbe tre figli. Patricia, la prima, morta tragicamente in un incendio. Paul Alexandre, l’ultimo, proprietario di una squadra che gareggia alla 24 Ore di Le Mans. Dopo il divorzio ha avuto una relazione con Ursula Andress e con l’italiana Laura Antonelli. Le seconde nozze nel 2002 con Natty Tardivel, con la quale ebbe una figlia, Stella, e dalla quale divorzio nel 2008. Belmondo è stato un’icona, a partire dal suo stile, il suo volto da avventuriero, i suoi modi affascinanti e spericolati e scanzonati. Era anche “il brutto più affascinante del cinema francese”. L’ultimo omaggio del Festival di Cannes nel 2018, quando il poster dell’evento è stato ripreso dal bacio con Anna Karina da Pierrot Le Fou.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.