“I dati attualmente disponibili indicano con chiarezza che l’infezione da coronavirus non va sottovalutata e non è priva di rischi anche per i bambini”. È questa la raccomandazione che fa Annalisa Capuano, Farmacologo clinico presso AOU “Luigi Vanvitelli” di Napoli, Professore Ordinario (Università degli studi della Campania “L. Vanvitelli”) e responsabile centro farmacovigilanza della Regione Campania a tutti i genitori.

Da giovedì 16 dicembre scatterà in Italia la vaccinazione pediatrica. Ad annunciarlo è stata la struttura commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo all’indomani dell’approvazione da parte della Commissione tecnica scientifica dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, dell’utilizzo del vaccino anti-Covid per la fascia di età 5-11 anni con una dose ridotta, un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti e con formulazione specifica.

Proprio grazie al via libera dell’Aifa la struttura commissariale ha programmato la distribuzione a dicembre di altre 1,5 milioni di dosi pediatriche di vaccino mRNA Pfizer: dosi che rappresentano una prima tranche che sarà poi integrata a gennaio e saranno rese disponibili a partire dal 15 dicembre, in modo che tutte le strutture vaccinali delle Regioni/Province autonome, saranno in grado di procedere alla vaccinazione dei bambini a partire dal 16 dicembre.

La vaccinazione avverrà in due dosi a tre settimane di distanza l’una dall’altra. L’ok arriva il via libera dell’Ema il 25 novembre scorso. Una decisione che tuttavia spaventa molti genitori. Il Riformista ha chiesto alla professoressa Capuano di rispondere alle domande dei genitori sul vaccino in età pediatrica.

Bisogna preoccuparsi maggiormente per il Covid nei bambini?

I dati attualmente disponibili indicano con chiarezza che l’infezione da coronavirus non va sottovalutata e non è priva di rischi anche per i bambini. L’ultimo bollettino prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblicato il 26 novembre 2021 riporta un aumento dell’incidenza in tutte le fasce di età, in particolare nella popolazione 0-19 anni. In particolare, su tale popolazione pesa particolarmente la fascia 6-11, in cui si osserva circa il 50% dei casi diagnosticati. Pertanto, l’estensione della vaccinazione anche a tale fascia d’età è fondamentale in un’ottica di prevenzione e tutela della salute di tutti.

Consiglia il vaccino per i bambini?

La vaccinazione in età pediatrica rappresenta un’arma fondamentale ormai consolidata nel campo della prevenzione di numerose patologie. In Italia, l’estensione della vaccinazione COVID nella fascia d’età 5-11 anni consentirebbe ai bambini la possibilità di frequentare la scuola e di condurre una vita sociale con maggiore serenità perché maggiormente tutelati. La vaccinazione in età pediatrica è dunque una possibilità da non sottovalutare, che deve essere, chiaramente, supportata da evidenze robuste di efficacia e sicurezza.

Il vaccino anti covid per i bambini è sicuro?

Le agenzie regolatorie hanno valutato approfonditamente i dati relativi alla sperimentazione del vaccino Comirnaty nella fascia 5-11 anni ed hanno concluso sulla base delle suddette evidenze che il rapporto rischio/beneficio risulta favorevole anche in questa fascia d’età. Inoltre, abbiamo già dati raccolti su una popolazione di circa 4 milioni di bambini vaccinati in America che ci rassicurano sulla sicurezza di questo vaccino.

Cosa direbbe ai genitori preoccupati dagli effetti collaterali?

Li rassicurerei del fatto che oramai da dicembre 2020 è iniziata la campagna vaccinale contro covid e il sistema di farmacovigilanza italiano dell’AIFA (collegato a quello europeo-EMA) sta effettuando un continuo ed attento monitoraggio sulla sicurezza dei vaccini anti-covid e continuerà allo stesso modo anche in questa fascia d’età. Li inviterei a far riferimento solo a fonti di informazione attendibili, per evitare di allarmarsi o lasciarsi influenzare da fake news che purtroppo continuano a girare in rete. Ad oggi, comunque, dai dati disponibili emerge che gli eventi avversi osservati più comunemente sono quelli ormai già noti (come dolore, arrossamento e gonfiore al sito di inoculo, dolore muscolare, brividi, stanchezza e cefalea) e nella maggior parte dei casi, tali eventi erano di grado lieve o moderato ed il miglioramento è stato osservato dopo pochi giorni.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.