«+Europa e Azione si presenteranno assieme alle prossime elezioni. Insieme, sfioriamo il 6% nei sondaggi ma noi traguardiamo alle prossime elezioni politiche: l’obiettivo è che la forza della nostra proposta ci porti a più del 10% alle prossime elezioni». Carlo Calenda, con Benedetto Della Vedova, Emma Bonino, Matteo Richetti, Riccardo Magi e Enrico Costa, ha firmato il patto di Federazione tra Azione e +Europa. «Facciamo un salto di qualità. I gruppi parlamentari sono già insieme e oggi Azione formalizza al Parlamento europeo l’ingresso nell’Alde, dove già si trova +Europa.

Ma ci saranno gruppi unici in tutte le amministrazioni locali, la collaborazione si estende», ha spiegato il leader di Azione sottolineando: «Alle prossime elezioni Azione e +Europa saranno insieme per dire no a populisti e sovranisti, sì all’Europa. Questo è il nostro mandato». Calenda è entrato nel merito delle vicende politiche: «Noi siamo per il governo Draghi, che deve andare avanti con un patto di legislatura. Altrimenti altro che 50 miliardi del Pnrr, c’è un rischio enorme che si blocchino i fondi. E il Presidente della Repubblica deve essere scelto insieme dopo questo patto di legislatura, così si capisce se i partiti vogliono tenere Draghi senza veti». Il leader di Azione, tra l’altro, ha confermato l’impegno sui referendum, che vede +Europa in prima linea.

Calenda ha poi aggiunto che «Emma Bonino è il nome di riferimento per il Quirinale. Il Capo dello Stato è e dovrá essere anche un punto di garanzia verso l’Europa». Ma la senatrice ha voluto bloccare sul nascere la suggestione. «Non sono disponibile – ha spiegato Bonino – Nella vita come in politica c’è un tempo per ogni cosa. Il mio tempo era 25 anni fa. Ho ancora i cerotti delle tante porte sbattute in faccia. Occorre che si facciano avanti candidate donne con coraggio».