L’estate napoletana sembra una corsa a ostacoli. Non solo il rischio Covid, poi il divieto di balneazione solo recentemente revocato, adesso si aggiunge un nuovo flagello: il Comune di Napoli che giusto il 9 agosto, a 6 giorni dal Ferragosto, ha deciso di chiudere i lidi di Posillipo. Il motivo? “C’è il rischio di dissesto idrogeologico di frane e inondazioni”, come cita la notifica del ritiro della Scia, Segnalazione certificata di inizio attività edilizia, che, secondo la ricostruzione del Mattino, sarebbe stata rilasciata appena cinque giorni fa dal Comune stesso. La Scia autorizzava l’impianto delle attrezzature come costruzioni in legno il più delle volte amovibili, pedane, ombrelloni e affini.

Stesso provvedimento è stato notificato a tutti i lidi di Posillipo tra cui il Bagno Elena, il lido Marechiaro e Lo Scoglione. Una notizia che colpisce, tanto più che a Napoli in questi giorni la pioggia è solo una grande speranza. Non si vedono nubifragi all’orizzonte ma solo tanta voglia di andare a mare per chi è in città. Un fulmine a ciel sereno insomma. Perché il Comune se ne ricorda giusto il 9 agosto? Eppure il 9 luglio l’Autorità di Bacino in una nota aveva indicato al Comune non di chiudere ma di vigilare.

Nella nota del 9 luglio dell’Autorità di Bacino, citata dal Mattino, si legge: “nell’imminenza della fase apicale della stagione balneare, con specifico riferimento alle concessioni demaniali marittime ed a proposito della possibilità di installare, a servizio delle stesse, strutture stagionali amovibili, vi è la contemporanea esigenza di garantire la massima ricettività turistica, in linea con le previsioni del Pnrr e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di snellimento delle procedure, e di assicurare l’incolumità delle persone e delle cose”.

Nella stessa circolare c’è scritto che “considerato che la realizzazione delle strutture in parola potrebbe favorire la presenza di persone in areali riconosciuti a rischio idrogeologico molto elevato, i Comuni dovranno impegnarsi a porre in essere le necessarie misure di prevenzione utili a garantire la salvaguardia della pubblica e privata incolumità”. Per l’Autorità di Bacino “in particolare, gli stessi dovranno definire ed attuare un programma di monitoraggio e controllo per una gestione in sicurezza delle stesse aree, inibendone la fruizione in caso di evidenti condizioni meteo avverse o in relazione agli avvisi di allerta meteo diramati dai servizi di Protezione Civile regionali”.

Ma l’allerta meteo diramata dalla protezione Civile di lunedì 9 agosto riguardava le ondate di caldo, non di pioggia. “Non ci aspettavamo una simile decisione del Comune, a rischio ci sono decine di posti di lavoro”, ha detto al Mattino l’avvocato Domenico Laudadio, che difende Villa Imperiale.

Per chi è rimasto a Napoli (e sono in tanti che lo hanno fatto per tanti motivi legati al Covid), trovare un posto dove fare un bagno, prendere il sole in relax e riprendere fiato dal caldo sta diventando impresa sempre più ardua. E la corsa a ostacoli si fa sempre più difficili soprattutto per i titolari dei lidi, costretti a chiudere e a mandare a casa il personale.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.