Arriva quasi prima la smentita della notizia. Segno che lo staff di Berlusconi ha voluto stoppare subito lo spiffero: «Il presidente Berlusconi non ha mai offerto al Cavaliere del lavoro e presidente del Coni Giovanni Malagò la presidenza di Forza Italia». Uno spiffero, del resto, molto più insidioso dell’apparenza: leggere di questo oggi sui giornali vuol dire far traballare il progetto “molto avanzato” della federazione unica che vede Matteo Salvini padrone di casa e Forza Italia consegnata alla Lega. Il tutto impacchettato bene bene sotto la dicitura rassicurante: “centrodestra di governo”. La notizia, quella vera, arriva un’ora dopo, 10 e 30 del mattino: «Il Cavaliere è ricoverato all’ospedale San Raffaele». Cattiva anche questa, visto che nel primo pomeriggio Berlusconi varca il cancello della villa di Arcore dopo due mesi di Sardegna. Al San Raffaele c’è stato ma giusto per un tagliando per quelle maledette conseguenze del long Covid che sono da monitorare. Chi ha fatto uscire la notizia ha voluto lanciare il messaggio che il Cavaliere deve occuparsi della sua salute e non certo del destino di Forza Italia.

Una sequenza di notizie destinate a far fibrillare il centrodestra. Perché al fondo di tutto c’è che Silvio Berlusconi si fida di Matteo Salvini – e quindi di consegnarli la sua vita politica che è Forza Italia – ma anche no. Ci sono almeno due variabili fondamentali che poi decideranno tutto nei prossimi mesi: capire se Forza Italia saprà stare sopra il 5 per cento alle amministrative di ottobre; vedere come va la trattativa sul nuovo Capo dello Stato che sarà eletto a febbraio. Perché una cosa è più vera di altre: il Cavaliere crede, gli hanno fatto credere, di avere delle chance per il Quirinale. Finché queste due variabili non saranno diventate fatti e numeri, il partito unico del centrodestra di governo ha la consistenza dei progetti politici: oggi ci sono, domani no. Questo non piace a chi in Forza Italia ha già deciso che il futuro è nella Lega e con Salvini. Ad esempio, diceva ieri il ministro Mara Carfagna, anima sudista del centrodestra di governo: “Con la Lega ci sono ancora parecchie distanze da colmare su vaccini e green pass”.

La notizia che per prima ha fatto fibrillare era un retroscena ieri mattina su Repubblica: Berlusconi incontra Malagò in Sardegna e gli offre il partito. Poi, nello stesso articolo, si scopre che Berlusconi, sempre in Sardegna, ha incontrato Pierferdinando Casini (anche lui in odore di Quirinale) così come Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Tutti sono andati dal Cav. Perché poi alla fine il patentino necessario per governare l’Italia nell’attuale contesto europeo lo detiene il presidente di Forza Italia, partito liberal e moderato di centrodestra. Non certo i sovranisti scapestrati, no vax e no pass di Lega (una parte, non certo Giorgetti e Zaia) e Fratelli d’Italia. Persone vicine al presidente del Coni reduce dalle straordinarie, per l’Italia, Olimpiadi di Tokyo, confermano che i due si sono incontrati a Villa Certosa «nell’ambito di un antico rapporto di stima e amicizia. E per confermare di persona quanto già si erano detti al telefono: la capacità di fare squadra è quello che serve a questo Paese per ripartire».

Poi, Malagò – che oltre che ai 5 Stelle è assai inviso anche alla Lega – è rimasto anche impressionato dalle varietà arboree e dalla cura del parco della villa che pare Berlusconi gli abbia voluto mostrare passeggiando tra i vialetti e svelandone i segreti. Tra un fiore raro e un cespuglio particolare il Cavaliere gli ha anche offerto il partito? Il presidente del Coni è determinato a portare fino in fondo il suo incarico nel Coni e nello sport italiano. Ma è anche vero che questo, se non cambia la legge, sarà comunque il suo ultimo mandato (è stato rieletto nel maggio ’21). Ieri mattina, dopo la lettura di Repubblica, lo staff del Cavaliere ha smentito seccamente. Ma nessuno può veramente escludere che tra una battuta e un complimento sia stata fatta anche questa ipotesi. Che resta lì, nel limbo delle cose possibili.

La notizia ha fatto comunque innervosire chi in Forza Italia considera il partito unico già una realtà oltre che l’unica soluzione possibile. E chi nella Lega sopporta sempre meno certe fughe di lato e in avanti. Salvini ha già dovuto ingoiare il boccone amaro delle dimissioni di Durigon (favorite dal premier Draghi) e ora deve anche spegnere l’incendio Lamorgese dove rischia di restare bruciato dalla fuga in avanti di Meloni che vuole presentare una mozione di sfiducia che la Lega non potrà mai votare. Insomma, ci mancavano solo le offerte di Berlusconi a Malagò… Da qui la notizia che il Cavaliere era stato ricoverato al San Raffaele lanciata dalle agenzie con tanto di stellette, il segnale dell’urgenza. Se ne poteva anche fare a meno visto che alle 16 Berlusconi stava a casa sua ad Arcore.
Al di là delle tattiche di situazione, sono due gli appuntamenti che faranno chiarezza nel centrodestra di governo: le elezioni amministrative e l’elezione del Capo dello Stato.

In ottobre Forza Italia potrà misurare con i numeri e non più con i sondaggi il suo reale radicamento. Tra i parlamentari azzurri gira una sorta di Magic Number con cui fare i conti: il 5%. Se Forza Italia dovesse andare sotto questa soglia e quindi perdere peso specifico, la strada del partito unico sarà probabilmente segnata e si apriranno le trattative per blindare nelle liste per le politiche quella ventina di parlamentari che non possono restare fuori. Se invece la performance dovesse stare sopra il 5%, Berlusconi rinvierà ogni decisione a febbraio quando il Parlamento eleggerà il nuovo capo dello Stato. Qualcuno ha convinto Berlusconi che il Quirinale potrebbe essere il “giusto risarcimento dopo anni di persecuzione giudiziaria” così come “hanno confermato le inchieste che hanno travolto la magistratura e il Csm”. Per il Colle il Cavaliere potrebbe sacrificare la sua creatura che non ha mai voluto affidare a nessuno dei tanti delfini che ha avuto intorno.

Giornalista originaria di Firenze laureata in letteratura italiana con 110 e lode. Vent'anni a Repubblica, nove a L'Unità.