L’obiettivo era quello di replicare le scene di Capitol Hill, l’assalto al potere dei supporters dell’ormai ex presidente USA Donal Trump e dei ‘fedeli’ della teoria del complotto di QAnon. Era questo infatti l’obiettivo degli organizzatori della manifestazione di sabato a Roma, con i 10mila di piazza del Popolo e poi i vandali che si sono staccati dal gruppo per assaltare la sede nazionale della Cgil e tentare lo stesso con Palazzo Chigi e il Parlamento.

Un piano che emerge dalle prime indagini condotte dalla Procura di Roma. Capitale che doveva essere solo il primo step della protesta, come emerge da un audio su Telegram diffuso da Pamela Testa, 39enne esponente di Forza Nuova arrestata assieme ai due leader del movimento, Giuliano Castellino e Roberto Fiore.

Come riferisce oggi Repubblica, l’audio diffuso da Testa, ma con la voce maschile di un amico, inizia così: “Cari, in vista della manifestazione di sabato abbiamo creato un gruppo whatsapp nel quale andrà inserito il nome, il cognome e gli indirizzi mail. Inoltre sarà importante scrivere cosa sapete fare, in modo da mettere a disposizione di tutti quanti le vostre capacità: chi è avvocato, chi è meccanico, la professionalità o un hobby che può essere utile. Se avete un’attività commerciale, segnalatela anche perché potrà essere utile per il percorso che faremo in questa lotta”.

Obiettivo? Per Testa è quello di “crescere, finché ci sarà la libertà da difendere”, perché quella di Roma è “soltanto un simbolo”. Forza Nuova infatti deve andare nel resto d’Italia e “continuare a fare sentire la nostra voce”.

Ma dall’audio emerge chiaramente come la manifestazione di sabato, a differenze di quanto comunicato alla Questura, era già stata pensata per essere gestita “in maniera dinamica”. “Cambieremo percorso da un momento all’altro” per evitare la polizia, avverte Testa nel gruppo Telegram.

Quindi l’obiettivo principale dell’estrema destra, ovvero il palazzo del potere, quel Palazzo Chigi sede del governo. E infatti alle 14 un gruppo di manifestanti, ben prima dell’inizio del raduno di piazza del Popolo, si avvicinano a Palazzo Chigi ma vengono fermati e respinti dalla polizia.

“Quelli di Forza Nuova tentano sempre di raggiungere Chigi, per loro è come un feticcio. Il successivo attacco alla Cgil è stato una sorta di piano B“, spiegano fonti di polizia a Repubblica.

Attualmente la Procura della Capitale è al lavoro su due fascicoli paralleli riguardo agli scontri di sabato. I pm, scrive l’Ansa, hanno diviso in due “livelli” l’azione di indagine: il primo riguarda i sei arrestati ritenuti promotori della rivolta. Tra questi vi sono la stessa Testa e gli altri ‘forzanuovisti’ come Fiore, Castellino, Aronica, oltre al leader del movimento IoApro, Biagio Passaro. Per loro i magistrati contestano, al momento, i reati di istigazione a delinquere, devastazione e saccheggio.

ll secondo fascicolo riguarda invece gli altri sei arrestati, per i quali è già stata chiesta la convalida, nei confronti dei quali si contestano a seconda delle posizioni, i reato di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e lesioni aggravati.

Redazione