La trasmissione di Massimo Giletti, su La7, domenica sera ha fatto uno scoop del quale pochissimi giornali vi parleranno. Perché? Perché lo scoop riguarda e mette in cattiva luce Pm e giornalisti. Ai giornali non sono mai piaciute questo tipo di notizie. Preferiscono ignorarle. Vediamo cosa è successo.

È stato mandato in onda un audio, preso dal solito Palamara-trojan, nel quale un importante giornalista del Corriere della Sera, Giovanni Bianconi, avverte proprio Luca Palamara che è stata aperta una inchiesta giudiziaria contro di lui. Palamara viene colto di sorpresa, balbetta, probabilmente capisce in quel momento preciso di essere diventato la vittima designata di una guerra per bande che si è scatenata nella magistratura e che coinvolge, quantomeno, la Procura di Perugia e quella di Roma. Bianconi per diversi giorni non scrive niente sul Corriere. Questa notizia, resa pubblica dalla trasmissione di Giletti, è clamorosa per almeno due motivi.

Il primo è che conferma in modo inoppugnabile la tesi che un pezzo di partito dei Pm e un pezzo di giornalismo giudiziario sono ormai “fusi” tra loro. Non più alleati: proprio unificati, tanto che si scambiano i ruoli.

Il secondo motivo è che ora sappiamo con certezza che la magistratura si comporta in modo del tutto illegale nei confronti di se stessa. Il fatto che un giornalista abbia avuto da un Pm – si suppone – una notizia segreta e l’abbia riferita a un indiziato, è un reato piuttosto grave.

Molti comuni cittadini hanno passato dei guai serissimi per reati simili. In questo caso la notizia di reato è assolutamente certa, si tratta solo di trovare i responsabili della prima fuga di notizie, e i “sospettabili” non sono moltissimi. Sono indagati? Sono stati interrogati? Non risulta. I magistrati sono impunibili? Forse.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.