Chiara Poggi sapeva della passione di Alberto Stasi per la pornografia adulta, ma non significa che ne fosse contenta. Non è che quella sera la visione dell’ennesima immagine pornografica nel computer del fidanzato potrebbe aver acceso in lei la fiamma della gelosia che è progressivamente degenerata fino all’epilogo mattutino?”. La domanda che cerca di ricostruire le motivazioni di un possibile litigio tra la vittima e il suo assassino era stata posta da una giovane laureata che stava facendo uno stage con il giudice Vitelli (che assolse Stasi in primo grado) come racconta lui stesso nel suo libro “Il ragionevole dubbio di Garlasco”. Uno scenario, definito in un primo momento dall’autore come “plausibile, e meno clamoroso rispetto all’eventuale scoperta di materiale pedopornografico, ma ugualmente verosimile in una dinamica di coppia” ma poi smentito attraverso la ricostruzione delle indagini.

L’assenza di movente che assolse Alberto Stasi

Si intuisce così che per arrivare alla prima assoluzione di Alberto Stasi fu determinante giungere alla conclusione che il ragazzo e Chiara Poggi non litigarono la sera prima dell’omicidio, né che un’ipotetica discussione fosse scaturita dall’abitudine del primo a visionare immagini pornografiche, visto che “Il movente da intendersi come fatto catalizzatore e rafforzativo della valenza degli indizi posti a fondamento di un giudizio di responsabilità – scrive Vitelli ricordando una sua lezione a giovani studenti – nel caso di Stasi non è mai stato provato”.

Chiara Poggi e Alberto Stasi non litigarono: lui tornò a casa e lavorò alla tesi

Per allontanare le ipotesi di un omicidio legato alle immagini intime, sul piano tecnico informatico gli accertamenti peritali conclusero che la sera del 12 agosto “non erano stati visualizzati filmati né probabilmente immagini di pornografia, nemmeno adulta”, e che dopo aver visto Chiara nella villetta di via Pascoli, Stasi era tornato a casa a bordo della sua Golf, e aveva ripreso regolarmente la propria sessione di lavoro alla tesi di laurea fino a poco dopo la mezzanotte. Nessun elemento ha dunque portato ad affermare che vi fosse stato un litigio fra i due. Sulla stessa linea, le dichiarazioni della madre di Chiara, che raccontava di aver sentito al telefono la propria figlia proprio la sera del giorno 12 e che quest’ultima era sembrata tranquilla, in una chiamata in cui la giovane le raccontò che sarebbe andata a prendere una pizza insieme ad Alberto per mangiarla a casa.

I video privati tra Chiara Poggi e Alberto Stasi: l’ipotesi che non fossero rimasti segreti

Ma Vitelli torna proprio su quei video porno che Alberto e Chiara avevano girato in privato –  su iniziativa di Stasi – mesi prima dell’omicidio. Video che come accertato dai periti non erano stati condivisi da Stasi con nessun altro, se non con Chiara, e che venivano custoditi in modo protetto sul computer della ragazza: «”E se qualcun altro invece li avesse scovati, avesse iniziato a fare delle fantasie sulla ragazza?”. Temevo che gli studenti mi ponessero una domanda del genere a cui evidentemente non avrei saputo dare risposta», scrive il magistrato, lasciando aperta l’ipotesi che qualcun altro abbia avuto accesso a quei file, e quella di un movente passionale che a breve verrà sottoposto all’analisi di un nuovo giudice.

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