Questa non è un’ipotesi ma una realtà. È partito il nuovo governo ed è un governo a guida di Giorgia Meloni, cioè a guida femminile, e questa è la prima volta nella storia d’Italia. Un fatto da sottolineare al di sopra di ogni altra cosa, il governo è partito esattamente come si diceva che sarebbe successo. Tutte le polemiche di questi giorni non sono servite ad altro che a far innervosire il clima e a far credere ai lettori che tutto era sull’orlo di un precipizio. Questa mattina si è capito subito con i tre schierati: Meloni, Berlusconi e Salvini, che sull’orlo del precipizio ci sono solo le aspettative di quelli che o per l’opposizione o per i grandi giornali auspicavano che questo governo non si formasse.

Ho letto fino a poco fa che Tajani è stato rovinato dalle dichiarazioni politiche di Berlusconi (tutte stupidaggini). Tajani è ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio come lo è Salvini. L’intesa uscita dalle urne quindi è stata rispettata e Meloni, a cui faccio i miei più grandi auguri, è riuscita a fare quello che per anni non è riuscita a fare la sinistra cioè eleggere un presidente del Consiglio donna per la prima volta (eppure la sinistra ha avuto tanto femminismo). Il governo di Giorgia Meloni va avanti. Buon viaggio al governo, buon viaggio a Giorgia Meloni, buon viaggio ai suoi ministri.

E poi una lezione: queste polemiche che ci sono state sulle frasi di Berlusconi, che io ho sottolineato come strumentali, e lo penso ancora, in realtà sono servite solo a far balenare che ci sia un pensiero unico. Persino ai tempi della guerra fredda chi era dall’altra parte della cortina di ferro poteva esprimerle liberamente. Eppure se in questo momento qualcuno fa delle critiche a Zelensky e a uno schieramento che in guerra non si sta comportando bene (c’è sì un invasore in Ucraina ma anche un invasato) e io non sono né con l’uno, tantomeno con l’altro. A pensare queste cose oggi si corre il rischio di essere fucilati sui giornali. Manca la libertà di opinione in Italia? Certo, addirittura meno di quella che ce ne era ai tempi della guerra fredda. Auguri a Giorgia Meloni, che l’Italia la cambi lei.

Paolo Liguori