Chissà se il prossimo 13 ottobre Marco Travaglio avrà duecento amici disposti a investire denaro personale per un’inserzione a pagamento, solo per fargli gli auguri di buon compleanno. Duecento amici veri, di quelli che ti sono vicini nella buona e nella cattiva sorte. Non conoscenti, ammiratori dei tempi fortunati, quelli che il direttore del Fatto accusa sempre di sprecare saliva. Chissà quanti ne ha di questi tizi, lui che ha trattato con sprezzo il fatto che un tipaccio come Dell’Utri abbia “persino” degli amici.

Amici che vogliono far sapere a tutti, con annuncio pubblico sul quotidiano più diffuso, quanto bene vogliono a Marcello, che ha compiuto ottant’anni e che ha dovuto trascorrerne alcuni in carcere già in anni non più giovani, non quando era ragazzo e disponeva delle energie maggiori anche per difendersi e contrattaccare le ingiurie e le calunnie. Avrei dovuto farmi arrestare subito, aveva detto qualche anno fa in un’intervista, con la consapevolezza ineluttabile di un destino, quello di dover pagare, incolpevole, il riflesso della scelta legittima di altri. Quella dell’imprenditore e suo amico Silvio Berlusconi di entrare in politica, di fondare Forza Italia. ll partito da subito bollato come luogo della mafia da coloro che, storicamente, sono incapaci di vincere con regolari elezioni, se non aggredendo l’avversario con la ferocia della calunnia, spesso con l’uso perverso dello strumento giudiziario. E la complicità di pubblici ministeri odiatori politici.

Marcello Dell’Utri è stato colpito nel modo più vigliacco. E’ un prigioniero politico che merita rispetto. I piccoli vigliacchetti del Fatto si rammaricano perché il comitato di redazione del Corriere non sia insorto contro quella pagina di buon compleanno, come invece avevano fatto nel passato i loro colleghi del comitato di redazione precedente. Il comitato di redazione è il sindacato interno dei giornalisti. Ci piace pensare che non ci sia stata protesta perché i colleghi sindacalisti abbiano voluto mostrare rispetto ai duecento che hanno firmato e anche al destinatario degli auguri. E non che invece ci sia indifferenza, quella che sta ormai circondando lo stesso Berlusconi, che non è più il Cavaliere Nero da quando in nuovo obiettivo da colpire si chiama Matteo Salvini. Comunque sia, voglio ringraziare personalmente chi ha firmato e chi ha consentito questo brindisi per Marcello, prigioniero politico degli anni duemila. Tanti auguri, amico mio.

Politica e giornalista italiana è stata deputato della Repubblica Italiana nella XI, XII e XIII legislatura.