Tentare la prova della conta sulla relazione Giustizia del Guardasigilli Alfonso Bonafede o fare un passo indietro, dimettersi, e puntare ad un reincarico per un Conte ter? Sono i dubbi del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in quella che è la settimana cruciale per le sorti dell’esecutivo, chiamato mercoledì al voto di Camera e Senato sulla relazione Bonafede che, al momento, verrebbe con molta probabilità bocciata a Palazzo Madama grazie ai voti contrari del centrodestra e di Italia Viva.

I Responsabili infatti non ci sono e difficilmente arriveranno su un tema così divisivo come la giustizia. Anche i ‘volenterosi’, come Sandra Lonardo e Riccardo Nencini, hanno già fatto sapere che non se ne parla di dare il proprio voto a un documento “ultragiustizialista”, figuriamoci i possibili transfughi di Forza Italia.

Dal Movimento 5 Stelle è il ministro Luigi Di Maio a chiarire la posizione dei pentastellati: il voto della prossima settimana “è sul governo”, dice pubblicamente l’ex capo politico. Che ammette quanto sia ingarbugliata la situazione: “Se non ci sono i voti adesso, non ci sono neanche per il Conte-ter” e “se il tema è riparlare con Renzi, Conte ha detto chiaramente che se avesse staccato la fiducia al governo non ci sarebbe stata la possibilità”.

Chi invece non punta sul ritorno alle urne ma ad una crisi pilotata è Goffredo Bettini, eurodeputato del Partito Democratico ed ‘eminenza grigia’ dei democratici. “E’ evidente dai numeri che ci sono attualmente, ma anche se i numeri dovessero crescere nei prossimi giorni, che c’è l’esigenza di costituire un nuovo governo, una fase nuova, che abbia come perno Conte. Si è detto che questa è una crisi di contenuti invece è una crisi per togliere di mezzo Conte, una crisi di Palazzo”, ha sottolineato questa mattina Bettini a “Omnibus” su La7.

L’eurodeputato del Pd ha poi sottolineato che “se si sta parlando di elezioni la colpa è di Renzi, perché è lui che ha staccato la spina. Conte, che ha fatto bene a parlamentarizzare la crisi, ha rivolto un appello alla responsabilità. Vediamo in queste ore cosa sta crescendo nella consapevolezza dei parlamentari”. Ma a Renzi Bettini rivolge anche l’appello all’unità: “Ora Renzi dimostri effettivamente di avere il senso non dell’errore ma un po’ del salto nel buio che lui ha procurato e incominci in Parlamento a dare qualche segnale, se ci sono delle aperture” sulla relazione del ministro Alfonso Bonafede sulla giustizia”. “Se è un Renzi che ha rotto direi di no, se si mette nell’ottica di una responsabilità nazionale senza ricatti e senza prepotenze, si può guardare a una fase nuova”, ha spiegato. In ogni caso, per Bettini, “Conte è imprescindibile, non c’è nessun motivo per toglierlo“.

Parole che sembrano però essere stoppate da uno dei ‘big’ del Movimento 5 Stelle, il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, che dopo l’incontro tra governo e Confindustria di stamane dice ‘no’ ad una possibile apertura al dialogo con Renzi: “Chi è il problema non può essere la soluzione. Non è una questione personale ma di affidabilità politica”.

Italia Viva, per ora, tira dritto. Dopo Renzi, che già nei giorni scorsi aveva annunciato il ‘no’ alla relazione Bonafede, un ulteriore segnale di chiusura arriva dall’ex ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova: “Ascolteremo, come abbiamo sempre fatto – ma temo che sarà difficile votare diversamente da un no, perché aspettiamo ancora il tavolo promesso da Bonafede sui temi della giustizia, che non è stato mai fatto. Ora – prosegue – vengono tante sollecitazioni a rispondere a temi posti da Italia viva, noi siamo pronti ad ascoltare.Ma di certo, se si afferma che in Italia nessuno va in carcere da innocente, c’è molto da riflettere”.

(calcagni) Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.