La Gran Bretagna non vuole rischiare di disperdere i progressi fatti in poco tempo tra campagna vaccinale e restrizioni. Ieri sono state registrate solo 17 morti a causa del covid, il dato più basso degli ultimi sei mesi. I nuovi contagiati sono stati invece 5.342. E quindi Londra chiude le frontiere: da lunedì 29 marzo chi lascerà il Paese incapperà in una multa di 5mila sterline, circa 5.800 euro. Escluse dal provvedimento ragioni di lavoro, salute e le urgenze familiari.

La misura resterà in vigore fino a fine giugno. Il Regno Unito ha applicato chiusure più dure a partire dallo scorso autunno. A dicembre ulteriori strette a Londra e in altre aree del Paese. A preoccupare la diffusione della variante cosiddetta inglese che si è poi diffusa in tutta Europa. I timori per una terza ondata, e quindi il rischio di disperdere i progressi fatti, porta al divieto di viaggi all’estero. Al momento è stata vaccinata più della metà della popolazione adulta. Il tasso di mortalità è crollato del 42% circa in una settimana. I contagi di circa il 4,7%. Sabato scorso 844.285 vaccinazioni in un giorno, record per il terzo giorno consecutivo della campagna. Oltre 28 milioni di persone hanno ricevuto almeno la prima dose.

Non è escluso che tutta Europa possa essere classificata Zona Rossa, come già successo per i Paesi Sudamericani e quelli dell’Africa Centro-Meridionale. I passeggeri in arrivo da queste aree devono trascorrere due settimane di quarantena in un hotel designato a proprie spese. Chi arriva da Paesi europei in questo momento deve osservare un periodo di autoisolamento di dieci giorni. Al momento sono vietate le vacanze all’estero fino al 17 maggio. Uno stop, o quantomeno un rallentamento, potrebbe essere causato dalle tensioni tra Londra e Bruxelles: l’Unione Europea potrebbe bloccare l’export delle dosi dall’impianto olandese di AstraZeneca; il premier Boris Johnson ha proposto una ripartizione “fifty-fifty” tra Uk ed Europa.

L’exit strategy di Johnson per uscire dal lockdown prevede il graduale ritorno alle lezioni in presenza a scuola e quindi la ripresa delle attività sportiva. Si punta a far riaprire i pub entro fine aprile, seppur con limitazioni. A maggio, sempre con restrizioni, dovrebbero ripartire le manifestazioni all’aperto. Dall’inizio dell’emergenza – affrontata in un primo momento con atteggiamento piuttosto blando dallo stesso premier Johnson, poi risultato positivo e ricoverato in gravi condizioni a causa del contagio, e che si è vaccinato con AstraZeneca venerdì scorso – nel Regno Unito ci sono stati 4.315.602 contagiati e oltre 126mila morti (dati della Johns Hopkins University).

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.