Una luce in fondo al tunnel. Il numero dei nuovi contagi da coronavirus nell’ultima settimana è sceso del 40% nel Regno Unito. Proprio lì, da dov’è partita quella variante inglese, ritenuta più aggressiva almeno in termini di trasmissibilità, che ha lanciato l’allarme in tutta Europa e scatenato un nuovo giro di chiusure. I dati riportano anche che nell’ultima settimana i decessi sono diminuiti di un terzo. E infatti nelle ultime 24 ore i nuovi positivi sono stati 6.035: mai così bassi dallo scorso settembre.

I dati sono stati citati dal Daily Mirror. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza ammonta così a 4.176.554, a 122.849 il totale delle vittime considerando le 144 registrate ieri. Quello che sta facendo proseliti, dall’Uk al resto d’Europa è anche la strategia vaccinale. La campagna ha portato a oltre 20 milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose anti-covid, che garantisce una discreta protezione. È quindi circa un terzo della popolazione quella che ha ricevuto la prima inoculazione, al quale vanno aggiunti 800mila richiami. “Bingo”, ha scritto su twitter Nadhim Zahawi, ministro coordinatore della campagna vaccinale. Il Regno Unito in questo momento è secondo solo a Israele per vaccinazioni.

Esulta anche il premier Boris Johnson. “Venti milioni di persone in tutto il Regno Unito sono state vaccinate, un enorme risultato nazionale ed una testimonianza dell’indefesso lavoro del personale della Sanità, dei volontari, delle forze armate e di tanti altri – ha scritto si Twitter il premier – Chiedo a tutti di vaccinarsi quando venite chiamati. Ogni vaccinazione fa la differenza in questa nostra battaglia contro il Covid”. Anche il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha caldeggiato l’adozione della strategia della prima dose.

L’economia del Regno Unito nel 2020 ha subito un crollo di quasi il 10%. La prima dose, secondo uno studio di Lancet, del farmaco AstraZeneca garantirebbe il 72% della protezione, che aumenterebbe all’80% spostando il richiamo della seconda dose. Una proposta che sta raccogliendo consensi ma anche scetticismo, come quello del primario dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli e dell’infettivologa dell’Università di Padova Antonella Viola. I due hanno sollevato dubbi per via della mancanza di dati certi sul modello. I numeri sui nuovi contagi fanno comunque ben sperare considerando che tra dicembre e gennaio il Regno Unito era il Paese messo peggio, nell’area Europea, per la curva epidemiologica.

Antonio Lamorte