Accelerare sui vaccini con un’azione “coordinata, rapida e trasparente” a livello dell’Unione. Al suo esordio in Consiglio Ue il neopremier italiano, Mario Draghi, sferza i colleghi sulla necessità di cambiare passo sulla vaccinazione della popolazione, per rallentare la corsa delle varianti che impensieriscono il Continente e il mondo, e di non fare sconti alle aziende inadempienti sulle forniture. Un esordio senza timidezze né imbarazzi per l’ex governatore Bce che ai linguaggi delle istituzioni europee e ben avvezzo e al dialogo con i rappresentanti degli altri Paesi pure.

Poco prima di iniziare la videocall a 27 si è confrontato con il presidente francese Emmanuel Macron, nei giorni scorsi aveva sentito Charles Michel e Angela Merkel. E dunque nel prendere la parola Draghi è andato dritto al punto: siamo troppo lenti. Diamo priorità alle prime dosi, ha incalzato il premier italiano: alla luce della recente letteratura scientifica può essere una soluzione per arginare il correre dell’epidemia. Pugno duro anche con le aziende: anche qui serve un cambio di passo, quelle che non rispettano gli impegni non devono essere scusate.

Serve un approccio comune sui test e un coordinamento per l’autorizzazione all’export mentre per quanto riguarda Covax, l’iniziativa multilaterale promossa dall’Onu per l’accesso equo al vaccino, ha sottolineato il rischio di un serio problema di credibilità nei confronti dei cittadini – visti i ritardi accumulati nelle somministrazioni – se si avviassero le donazioni in questo momento. Nel corso della riunione di oggi, durata oltre cinque ore, è stata anche affrontata la necessità di un bilanciamento tra le misure restrittive sui viaggi intra-Ue, la tutela della salute pubblica e la protezione del funzionamento del Mercato interno.

Domani i leader si concentreranno sull’avanzamento del coordinamento comunitario in materia di Sicurezza: l’Ue è determinata a rafforzare la propria dimensione di difesa, per promuovere anche una maggiore sinergia con l’amministrazione Biden e il rilancio dell’agenda transatlantica. Quanto al Nordafrica, si discuterà di come sostenere e rafforzare il partenariato tra Ue e Paesi del vicino Meridione, promuovendo maggior dialogo politico e sostegno economico. (LaPresse)

Redazione