Prende forma il Green Pass, o Covid Pass, che dovrebbe essere disponibile e utilizzabile a partire a metà giugno. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il Presidente del Consiglio Mario Draghi. Al momento sono tre i documenti diversi che possono essere presentati se richiesti come certificazione: il documento che attesta la somministrazione almeno della prima dose; il risultato negativo a un tampone; il referto della guarigione dopo il contagio da coronavirus.

Il Covid Pass corrisponde al momento a una delle tre condizioni sopra citate. La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che il sistema informatico sarà pronto a partire dal primo giugno. Il premier Draghi aveva annunciato che una certificazione italiana sarebbe stata pronta prima di quella europea. Con il Pass si potrà entrare per esempio nelle Rsa per visitare anziani e parenti o partecipare ai matrimoni. Si chiamerà Certificato Eu covid-19.

Si sta lavorando a una piattaforma, con la controllata del ministero dell’Economia Sogei, per trasmettere i dati. E quindi il Pass dovrebbe essere disponibile in formato cartaceo o digitale, come Qr Code. Il ministro della Transizione Digitale Vittorio Colao ha chiarito che la versione digitale si potrà scaricare anche sulle applicazioni IO e Immuni o salvare nel Wallet di Apple o su un sito.

Per quello che riguarda IO, l’app mobile gratuita per i servizi di pubblica amministrazione realizzata dal Dipartimento per la trasformazione digitale con PagoPA Spa, il cittadino potrebbe trovare il Pass nell’App dopo il vaccino, il tampone o la guarigione e potrebbe anche solo salvare l’immagine del Qr code come una normale foto nella galleria del proprio device

Per Immuni e un ipotetico sito è invece più intricata la situazione. L’utente potrebbe inserire un codice Otp che gli verrà consegnato dopo il tampone, il vaccino o la visita e il numero della propria tessera sanitaria per generare il codice, che potrà quindi essere salvato o stampato. Qui c’è un nodo privacy da sciogliere – a IO ci si autentica con Spid o Carta d’Identità Elettronica. Le forze dell’ordine dovrebbero essere dotate di un’altra app per leggere il codice. Secondo quanto scrive Il Corriere della Sera sia IO che Immuni dovrebbero essere aggiornate al momento dell’entrata in vigore del certificato.

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