“Stiamo cercando di capire quale possa essere la via d’uscita di Putin”, che “non scherza quando parla del possibile uso di armi nucleari, chimiche o biologiche, perché il suo esercito è in difficoltà”. E la situazione sarebbe così grave che “non ci trovavamo di fronte alla minaccia di un Armageddon nucleare dai tempi di Kennedy”: i 13 giorni del 1962 in cui Jfk e Nikita Krusciov si sfidarono sui missili sovietici a Cuba, sfiorando la guerra nucleare.

Prima la minaccia dell’apocalisse, un ‘Armageddon‘, poi, il passo indietro, mascherato con la “forte preoccupazione” per l’escalation di minacce della Russia di Vladimir Putin anche se, al momento, non ci sarebbe un pericolo “imminente” e non ci sono “indicazioni” relativamente al fatto che Mosca stia per fare uso di armi nucleari.

Joe Biden parla e la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, prova a correggere ancora una volta il tiro alle parole, spesso troppo istintive del presidente americano. Secondo gli Usa, comunque, la minaccia di Putin resta “irresponsabile” e il Cremlino è l’unico soggetto in campo che può avviare una de-escalation. Dall’Europa, i leader riuniti a Praga si dicono consci della gravità della situazione.

Se il presidente francese Emmanuel Macron invita tutti a usare “prudenza” nelle dichiarazioni, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel sottolinea che in ogni caso l’Ue non si farà “intimidire” dalle minacce di Mosca, che però vanno prese “seriamente”.

La Russia, come spesso accade, nega tutto e respinge al mittente le accuse. Per il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, sono “gli Stati Uniti” e i loro “vassalli” a voler “intimidire la comunità internazionale” affermando che la Russia sarebbe pronta a un attacco nucleare.

Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky Mosca sta iniziando a “preparare” la società russa riguardo il possibile uso di armi nucleari: “Non sono pronti per farlo ma iniziano a comunicarlo”. Sul fronte diplomatico prova a muoversi ancora Recep Tayyip Erdogan.Il presidente turco spera di incontrare nei prossimi giorni Putin per un bilaterale a margine di una conferenza in Kazakistan e, nel frattempo, lo sente telefonicamente per ribadire che Ankara “è pronta a contribuire alla ricerca di una soluzione pacifica alla questione ucraina a beneficio di tutte le parti”.

 

Redazione