Esteri
Guerra Russia-Ucraina, blitz Cia al Cremlino. E Mosca lancia un missile intercontinentale
Nonostante Donald Trump abbia detto che quel viaggio non avesse nulla di insolito, in realtà un blitz come quello di John Ratcliffe a Mosca non fa parte della tipica liturgia delle visite di Stato. Specialmente tra due Paesi come Russia e Stati Uniti. L’ultimo blitz noto di un capo della Cia a Mosca era stato nel 2021. Inoltre, difficilmente un vertice dell’intelligence Usa va in Russia con un aereo militare visibile ai normali siti di tracciamento dei voli. E come spiegato dal New York Times, il fatto che Trump abbia scelto non uno dei suoi inviati (Steve Witkoff o Jared Kushner) ma Ratcliffe è un segno.
Nessun “politico”, nessuno gioco diplomatico, ma un dialogo tra intelligence. Tra due agenzie che parlano e che conoscono la propria situazione e quella dei rivali. Le fonti del Nyt hanno spiegato che Ratcliffe è andato lì per consegnare indirettamente a Vladimir Putin un messaggio, cioè quello di arrivare il prima possibile a un accordo. Secondo i servizi statunitensi, la situazione del conflitto in Ucraina appare particolarmente cupa. Molti funzionari si chiedono addirittura se il presidente russo riceva delle valutazioni reali e oneste riguardo alla guerra. E il fatto che questa visita sia arrivata dopo gli avvertimenti delle Difese europee su un possibile attacco o una possibile provocazione russa contro un Paese Nato, non è certo un elemento secondario.
La tensione è alta, anche se l’Ue e lo stesso Trump hanno smentito possibili operazioni di Mosca a stretto giro. E Washington vuole arrivare presto a una soluzione negoziale che eviti anche la necessità di consegnare nuove armi a Kyiv in un momento in cui le scorte del Pentagono sono ai minimi termini. Il tema, del resto, è noto da tempo. Per il Washington Post, questa riduzione degli arsenali Usa è anzi uno dei motivi per cui Putin ha deciso di intensificare la sua escalation in Ucraina e irrigidire la sua posizione diplomatica. Il capo del Cremlino si sente in grado di premere sulla Casa Bianca e sugli alleati europei sapendo che Trump si trova in difficoltà per la guerra all’Iran e l’avvicinamento delle elezioni di Midterm. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha comunque voluto mostrare un’apertura al dialogo, dicendo che “la Russia è pronta ad ascoltare nuove proposte”. Ma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito che i negoziati sono “sospesi” perché “non ci sono nuove idee”.
Il filo tra la Federazione e l’Occidente resta estremamente teso. Ieri, la Difesa di Mosca ha condotto il test di un missile balistico intercontinentale a propellente solido lanciato dal cosmodromo di Plesetsk. Secondo l’esercito, il missile ha raggiunto il bersaglio nella penisola della Kamchatka, a 6mila chilometri di distanza. La Russia aveva informato gli Usa il giorno prima. Ma la tempistica di questo test, dopo la visita di Ratcliffe, l’allarme delle cancellerie europee e nel mezzo dell’escalation tra Russia e Ucraina, sembra essere un segnale chiaro da parte dello “zar”. Oggi riceverà anche il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, uno dei suoi partner più preziosi per aumentare la pressione sull’Ucraina. Kyiv, dal canto suo, continua a colpire in profondità nel territorio russo puntando soprattutto sui terminal petroliferi e le raffinerie. Secondo Volodymyr Zelensky, l’ultimo raid ha provocato lo stop dell’impianto di Kstovo e ha detto che è stato distrutto anche un bombardiere strategico Tu-95MS a Engels. E per il presidente ucraino ora c’è un nuovo obiettivo: fermare la produzione di missili russi.
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