Equilibri
Mosca shock: pronti a colpire il Regno Unito. Burnham cambia i piani di difesa
Cosa vuole fare la Russia? La preoccupazione, tra le cancellerie occidentali, inizia a essere alta. Secondo il Wall Street Journal, il capo della Cia, John Ratcliffe ha incontrato Sergey Naryshkin, direttore del Servizio di intelligence estera russo per avvertire in via indiretta Vladimir Putin di non attaccare la Nato. I servizi segreti Usa temono che il presidente russo possa compiere delle provocazioni ai danni di uno Stato membro dell’Alleanza atlantica. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito queste notizie degli “spauracchi”. Ma intanto, sempre ieri, la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova si è lanciata in una minaccia esplicita: “La risposta della Russia agli attacchi ucraini condotti con armi britanniche potrebbe comprendere azioni contro strutture militari del Regno Unito sia in Ucraina sia al di fuori dei suoi confini”.
Londra, del resto, ha aumentato da tempo il proprio livello d’allerta. Il primo ministro Andy Burnham ha confermato il pieno sostegno a Kyiv e spera di recarsi presto a Washington per convincere Donald Trump a consegnare i Patriot alla contraerea ucraina. E in questa tensione crescente con la Russia, il governo britannico ha deciso di accelerare sui piani per un migliore coordinamento tra forze armate e istituzioni civili in vista di una crisi o di un conflitto. Dopo l’attacco informatico a una centrale elettrica (attacco di cui è stato accusato l’Iran), ieri il Manchester Airports Group ha dichiarato che gli aeroporti di London Stansted, di Manchester e di East Midlands sono stati colpiti da un gruppo hacker che ha rubato i dati di circa 8,7 milioni di passeggeri. La preoccupazione riguarda la possibilità che un’operazione “grigia” possa paralizzare o mettere in seria difficoltà l’intero sistema britannico. Il Cabinet Office ha anticipato i tempi della preparazione ipotizzando come data limite non più il 2035 ma il 2030. Fonti del Guardian hanno riferito che Londra vuole chiedere ai cittadini di tenere in casa delle scorte di acqua in bottiglia e cibo in scatola insieme ad altri beni essenziali. E anche se non c’è il pericolo di una minaccia imminente, non va dimenticato che il predecessore di Burnham, Keir Starmer, aveva avvertito della possibilità che Mosca attaccasse un Paese Nato entro quattro anni.
I timori giungono inoltre in una fase particolarmente critica della guerra in Ucraina, in cui l’Europa e lo stesso governo britannico hanno scelto di confermare il supporto a Kyiv. La prossima settimana, il presidente francese Emmanuel Macron sbarcherà a Londra per incontrare Burnham, che lunedì ha copresieduto con il capo dell’Eliseo il vertice dei Volenterosi. Kyrylo Budanov, capo dell’ufficio presidenziale ucraino, ha detto che a settembre potrebbe tenersi un incontro tra delegati di Kyiv e Mosca, anche se dal Cremlino hanno frenato. Mentre la guerra continua a vivere un’escalation sempre più evidente. Secondo il Wall Street Journal, questa nuova fase del conflitto è particolarmente cruenta per due ragioni. Da una parte, l’Ucraina ha sempre meno difese aeree ma allo stesso tempo riesce a colpire in profondità la Russia. Dall’altra, mentre i due Paesi ritengono di fiaccare l’altro aumentando l’intensità dei raid, quello che sta avvenendo è l’esatto opposto in entrambi gli schieramenti.
Sul campo, intanto, continua la scia dei misteriosi attentati nel Paese di Putin. A San Pietroburgo, un ufficiale è stato ucciso con una bomba fatta esplodere mentre l’uomo saliva nella sua macchina. Un omicidio di cui sono sospettati i servizi di Kyiv. La presidenza ucraina, invece, continua a lanciare l’allarme sulla mobilitazione delle forze di Mosca, immaginando il reclutamento di 600mila soldati tra il 2026 e il 2027. Mentre sul piano diplomatico, è continuata la missione dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Santa Sede, che ieri ha incontrato a Mosca Yuri Usakov, consigliere di Putin.
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