Si chiama Petre e parla a Il Corriere della Sera, uno dei due ragazzi rumeni del caso Luca Morisi, l’ex social media manager di Matteo Salvini al centro di un’indagine della Procura di Verona per cessione di stupefacenti. Fermati a un posto di blocco, i due avrebbero rivelato che l’ex spin doctor della Lega avrebbe ceduto loro un flacone di droga liquida, cosiddetta “dello stupro”, Ghb. In una perquisizione nella villetta di Morisi a Belfiore sono stati trovati meno di due grammi di cocaina. Sicuramente una batosta per la Lega, di certo una vicenda complicata, comunque ancora tutta da chiarire. Perché si basa tutto o quasi sulle dichiarazioni dei due ragazzi: il risultato del test della sostanza contenuta nel flacone non è ancora stato fornito e non è pronto. E ci vorrà ancora del tempo.

Petre ha 20 anni, ha detto di essere in Romania per cure mediche, i giornali lo hanno spesso definito come “l’escort”. Sarebbe stato male per la droga. Si riferisce alla notte tra il 13 e il 14 agosto come alla “sera che mi ha rovinato la vita” per aver consumato troppi stupefacenti. Cocaina e Ghb. Cocaina però ne è stata trovata poca. “Beh, certo…dopo che è stata consumata tutta…Però di questo, davvero, parliamo davanti a un caffè. Io posso solo dire che la droga non l’ho portata io. E delle droghe che ho visto lì dentro – dalla cocaina alla Ghb – ho detto tutto ai carabinieri. Ho raccontato tutto e ho mostrato io quella che avevo con me. Sono stato io a chiamarli“.

Non un controllo di routine dunque. E il verbale infatti, si legge, recherebbe l’indirizzo dell’abitazione di Morisi. Il ragazzo dice anche di non aver messo lui nello zaino il flacone con la droga liquida e di aver chiesto a Morisi 1.500 euro – non pagati – per quella notte. Il ragazzo rumeno, secondo Dagospia, avrebbe potuto forse riconoscere Morisi dalle notizie dell’addio alla Lega, la settimana scorsa: “L’ipotesi degli inquirenti è che il ragazzo, per qualche ruggine pendente, abbia voluto spifferare tutto. Ecco perché prende piede il sospetto che sia quella del romeno la ‘gola profonda’ che ha consegnato a Repubblica la notizia-bomba. Una vendetta da consumare a mezzo stampa“.

Luca Morisi si difende intanto: “Voglio essere interrogato, non ho commesso reati”, ha fatto sapere l’ex responsabile della comunicazione social del segretario della Lega Matteo Salvini. Lo ha ribadito al suo difensore, l’avvocato Fabio Pinelli. Il legale ha confermato di aver “già manifestato all’Autorità Giudiziaria la piena disponibilità del suo assistito a chiarire tutti gli aspetti della vicenda, ribadendo la piena convinzione della irrilevanza penale della condotta di Morisi, il quale non ha mai posseduto il flacone contenente il liquido oggetto di accertamenti”. E lo stesso legale ha detto che al momento non risulta alcun quarto uomo coinvolto nella vicenda. “Anzi dagli atti nella legittima disponibilità della difesa risulta sottoposta a indagine solo una ulteriore persona oltre a Morisi”.

La procuratrice di Verona Angela Barbaglio ha replicato dicendo che “non c’è allo stato attuale un secondo indagato”, “assolutamente, l’unico indagato è Luca Morisi, nessun altro per questo procedimento“. Petre ha confermato che non c’era una quarta persona. Tutte da confermare le accuse nei confronti di Morisi, innocente fino a qualsiasi evidenza giudiziaria, che la settimana scorsa aveva dato l’addio alla “Bestia”, la macchina social del Carroccio, per “motivi personali”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.