Ci ha messo appena dieci minuti Donald Trump, salito sul palco della Conferenza dei conservatori americani (Cpac) di Orlando, a tirare in ballo il discorso sui migranti ed accusare Joe Biden. Per il tycoon il neo presidente “ha attirato un’enorme quantità di immigrazione illegale nel nostro paese come non si era mai visto prima”, in riferimento al passaggio di persone al confine con il Messico.

“Non c’è nessuna crisi alla frontiera”, si è affrettata a rispondere la Casa Bianca. Oggi è anche previsto un incontro bilaterale a distanza tra Biden e il presidente messicano Andrès Manuel Lòpez Obrador. A stemperare le tensioni tra i due Paesi ci ha pensato il segretario per Sicurezza nazionale, Alejandro Mayorkas, che ha promesso di “rimpiazzare la crudeltà” dell’era Trump con “un processo per l’immigrazione ordinato, umano e sicuro”.

Obiettivo dichiarato nelle intenzioni ma ancora lontano dall’essere realizzato. La riunificazione delle famiglie dei migranti stenta, mentre i centri di detenzione per i clandestini minorenni vengono rinforzati anziché essere smantellati. Da quando la nuova amministrazione si è insediata, in migliaia hanno attraversato il confine con il Messico con picchi ai livelli della crisi del 2018.

A loro Mayorkas chiede pazienza: “Non diciamo di non venire, diciamo solo di non venire adesso” e punta il dito contro Trump, reo di aver “completamente distrutto il sistema per l’immigrazione”. “I migranti devono aspettare”, insiste Mayorkas, aggiungendo che “se al confine arrivano famiglie o singoli adulti, per la salute pubblica anche di chi arriva siamo obbligati a imporre restrizioni, a rimandarli in Messico come stiamo facendo”.

Un cambio di passo atteso ma non ancora arrivato, che attira critiche non soltanto dai repubblicani. Anche la progressista Alexandria Ocasio-Cortez ha espresso insoddisfazione per la gestione dell’accoglienza, denunciando addirittura “passi indietro” rispetto alle “disumane” politiche migratorie di Trump.

Gli agenti di frontiera della “US Custom and Border Protection” segnalano una media di 3.000 arresti al giorno e già un mese fa avevano lanciato l’allarme sul raggiungimento della “capienza massima di tenuta in sicurezza” delle strutture per i migranti in base ai protocolli per il contenimento del coronavirus.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.