Anche da sindaco non potrei fare degli appelli ai cittadini romani per vaccinarsi, perché rispetto il principio di libertà di ognuno“. Per Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma per il centrodestra, non ci sono dubbi: non si batterà per convincere gli abitanti di Roma a ricevere le dosi del vaccino contro la Covid-19, in ossequio al rispetto del principio di libertà.

Lo aveva detto già qualche settimana fa, ma il candidato al Campidoglio ha colto la domanda posta da un giornalista che, alla conferenza stampa di presentazione della lista Fi-Udc per la corsa al Campidoglio, gli chiedeva cosa pensasse “di un appello alla vaccinazione”. Riproponendo il noto rimbalzo di responsabilità tra Comune e Regione, Michetti ha detto che “questo non è un tema che riguarda la città di Roma perché la competenza è regionale“, ribadendo davanti ai cronisti di essersi “consapevolmente vaccinato, con entrambe le dosi“.

Michetti si smarca così dai suoi compagni di coalizione e sostenitori, che tremano nel sentire le sue affermazioni. Questa mattina, infatti, il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani e il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, nel presentare la loro lista a sostegno del candidato sindaco di FdI , si sono entrambi lanciati in appelli accorati sull’importanza di immunizzarsi.

Ma durante il punto stampa, il candidato sindaco ha sottolineato un punto fondamentale caro alla narrativa dei no vax. Michetti sostiene la necessità di compiere un atto di coraggio, rendendo obbligatorio il vaccino, “perché se si fanno delle norme per renderlo di fatto obbligatorio (come il green pass ndr) c’è qualcosa che continua a non essere chiaro“. Per poi aggiungere: “quindi di fronte a questa confusione figuriamoci se io posso fare degli appelli. Io credo di essere una persona che rispetta il principio di libertà e il pensiero di ognuno di noi. Non posso imporre ad una persona di inocularsi un farmaco che non vuole, c’è gente terrorizzata e non penso sia giusto giudicare“.

L’attacco di Calenda

L’affermazione di Michetti rischia ora di diventare un caso politico, alimentando il dibattito dei diversi candidati sindaci. Il leader di Azione Carlo Calenda, in corsa al Campidoglio, accusa Michetti per le sua parole, definendolo un irresponsabile che strizza l’occhio alla compagine dei no vax. Su Twitter, il candidato sindaco attacca: “Assurdo che a Roma abbiamo due candidati che flirtano con i no vax. Ed è anche una posizione particolarmente stupida”, attacca Calenda, per poi proseguire “Se ti vaccini e ritieni che sia importante in che modo dirlo sarebbe contro la libertà di scelta? Mica stai imponendo un obbligo”, ha scritto Calenda in un tweet.

La replica di Gualtieri

Anche l’altro avversario in corsa al Campidoglio, Roberto Gualtieri è intervenuto sul caso, affidando a Twitter la polemica contro Michetti.”Il candidato della destra tiene sui vaccini una posizione insostenibile. Il sindaco è responsabile della condizione di salute del territorio che amministra. Michetti strizza l’occhio ai no vax ma non pensa al bene dei romani. Assurdo che un candidato sindaco si astenga sul tema”, così su Twitter il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma.

Andrea Lagatta

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