Colpo di scena nella campagna elettorale. Berlusconi minaccia di rompere con la destra. Addirittura di non fare il governo insieme. È un terremoto. Tutto nasce da un voto del Parlamento europeo di ieri. È stata approvata una mozione durissima contro l’Ungheria e il suo leader Viktor Orban. Nella mozione c’è scritto che l’Ungheria “non è più una democrazia compiuta” e che è “una minaccia sistemica per i valori europei”, e si chiede di attivare l’articolo 7 del trattato che prevede la riduzione dei diritti politici di uno Stato che si ponga fuori dai principi dell’Unione.

La mozione precede le decisioni che saranno prese domenica dalla Commissione, presieduta dalla Von der Leyen, che con ogni probabilità “multerà” l’Ungheria con un taglio di fondi di quasi 9 miliardi, il 20 per cento dell’intero budget previsto dall’Europa per l’Ungheria. In questo clima di tensione molto alta, due partiti italiani, e cioè la Lega e Fratelli di Italia, si sono dissociati, e hanno votato contro la mozione anti-ungherese. Salvini ha dichiarato che lui vuole occuparsi dei problemi italiani e non delle questioni russe, o ungheresi. Riccardo Magi, radicale, gli ha risposto molto duramente osservando che in questo modo Salvini e Meloni si pongono accanto ad Orban e contro l’Europa.

Poi, poco dopo le sette di sera, la bomba atomica. E cioè una dichiarazione di Silvio Berlusconi al Tg3. Il testo esatto – inequivocabile – è questo: “La nostra presenza nel governo è garanzia assoluta che il governo sarà liberale, cristiano e soprattutto europeista e atlantista”. Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al Tg3. “Se i nostri alleati, di cui ho fiducia e rispetto, dovessero andare in direzioni diverse noi non staremmo nel governo”.
E ora?