La tragedia e le speculazioni
Il caso Roggero creato da Salvini e Vannacci, e adesso la Lega chiede un sorta di licenza generalizzata all’uso delle armi
Niente risarcimenti a chi commette un reato Asse tra FdI e FI (che però frenano la Lega). Azzurri pronti a votare un emendamento sulla linea Meloni: “Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io?”. Ma non cedono al pressing del Carroccio, che vuole ampliare ulteriormente i confini della legittima difesa
Mario Roggero fa tornare la pace nel centrodestra. Dopo settimane di polemiche fra i partiti di governo sulla giustizia, in particolare fra FdI e FI, ecco arrivare l’assist da parte degli azzurri sulla legittima difesa. Con una nota firmata ieri dalla presidente dei senatori Stefania Craxi e dal capogruppo in Commissione Giustizia Pierantonio Zanettin, i forzisti si sono detti pronti a votare un emendamento, come proposto dalla premier Giorgia Meloni, che “escluda totalmente il risarcimento a favore degli autori di gravi reati come conseguenza dei loro atti”. Una precisazione non secondaria, in quanto dal partito hanno fatto sapere di aver già presentato una proposta analoga nel 2019, relatore sempre Zanettin, durante la riforma della legittima difesa promossa dal primo governo Conte.
Dopo settimane burrascose, i rapporti sembrano allora destinati a rasserenarsi. Sulle intercettazioni, ad esempio, Forza Italia e Fratelli d’Italia si erano ritrovate su posizioni spesso difficili da conciliare, con gli azzurri impegnati a difendere una linea più garantista e il partito della premier orientato a seguire le richieste della Procura nazionale antimafia e del ministro Carlo Nordio. Una distanza che sembrava destinata ad allargarsi prima che scoppiasse il caso Roggero.
La disponibilità è concreta: se i relatori del decreto Giustizia e Immigrazione dovessero depositare un emendamento, Forza Italia ha annunciato il proprio sostegno, pur essendo ormai scaduti i termini ordinari per la presentazione delle modifiche. È un’apertura che cambia il quadro politico. Nelle ultime ore Fratelli d’Italia e Lega avevano infatti rilanciato il tema dopo la definitiva condanna di Roggero. Giorgia Meloni ha sintetizzato la posizione del governo con uno slogan: “Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto”. La premier ha rivendicato la necessità di una norma che impedisca a chi subisce un danno mentre commette determinati reati di pretendere un risarcimento, sostenendo che “lo Stato sta dalla parte delle persone perbene, non dei criminali”.
La Lega, però, non si è fermata. Matteo Salvini ha subito rilanciato con la richiesta di grazia, annunciando una proposta di legge che punti ad ampliare ulteriormente i confini della legittima difesa. Il testo, depositato l’altro giorno a prima firma di Claudio Borghi, prevede la non punibilità di qualsiasi reazione immediatamente successiva a un’aggressione armata in casa o nel proprio esercizio commerciale, superando i tradizionali criteri della proporzionalità e dell’attualità del pericolo. Ed è su questo punto che resta la differenza con Forza Italia. Gli azzurri, almeno per ora, non sembrano intenzionati a seguire la Lega, contrari a una sorta di licenza generalizzata all’uso delle armi.
L’intervento riformatore dovrà essere limitato al solo profilo civilistico: impedire che chi stava commettendo un grave reato, o i suoi familiari, possano ottenere un risarcimento. Una convergenza, dunque, più limitata ma comunque significativa perché arriva proprio nel momento in cui i rapporti tra i partiti della coalizione sulla giustizia sembravano essersi raffreddati. E perché consente alla maggioranza di ricompattarsi su un tema che parla direttamente alla pancia dell’elettorato di centrodestra.
Sul fondo, tuttavia, resta un convitato di pietra: Roberto Vannacci. È stato lui, insieme alla Lega, a trasformare il caso Roggero in una campagna mediatica, alimentando una pressione costante per modificare le regole della legittima difesa e facendo della vicenda un simbolo della battaglia contro quella che definisce una giustizia lontana dal comune sentire. Per questo il sì di Forza Italia all’ipotesi di escludere ogni risarcimento ai criminali ha un valore che va oltre il contenuto tecnico dell’emendamento. Non cancella le profonde divergenze che continuano a dividere il centrodestra sulla giustizia, ma dimostra che, quando il terreno diventa quello della sicurezza, gli equilibri della coalizione cambiano rapidamente.
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