Era uno dei temi meno centrali della campagna elettorale, un paradosso visto i mesi di polemiche su lockdown, vaccini, oltre alle inchieste giornalistiche sulla missione russa nel nostro Paese. La candidatura da parte del Partito Democratico di Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, ha riacceso la discussione sulla pandemia di Covid-19.

Già martedì, all’indomani dell’annuncio della corsa per la circoscrizione Europa del professore, si era avuto un assaggio dello scontro con la prima reazione di Matteo Salvini: “Il tele-virologo Crisanti candidato col Pd. Credo che ora si capiscano tante cose”, twittava il leader del Carroccio.

La risposta, durissima, è arrivata in radio. Crisanti ospite di ’24 mattino estate’, contenitore di Radio 24, ha attaccato a testa bassa con parole pesanti: “Penso che gli italiani si debbano preoccupare di Salvini, perché se avessimo dato retta a lui invece di 140mila morti probabilmente ne avremmo 300mila sulla base delle cose che ha detto. Inoltre, oggi staremmo dalla parte di Putin, con grande imbarazzo di tutti i nostri alleati. Penso che gli italiani dovrebbero riflettere su questo, perché gli errori che ha commesso sono una garanzia degli errori che farà”.

Ma Crisanti non si è dovuto difendere solo dagli attacchi da destra. Dal ribattezzato ‘Terzo Polo’ è infatti arrivata anche l’offensiva di Matteo Renzi: ”Crisanti, uno dei virologi più famosi, prima voleva tenerci chiusi a Natale, poi ad aprile voleva chiuderci in casa per salvare l’estate e poi in estate voleva chiuderci di nuovo perché altrimenti c’erano troppi morti. Ho paura che ci prendiamo una quarantena di due mesi al primo raffreddore, e non ne usciamo”, le parole al vetriolo del leader di Italia Viva.

Non si è fatta attendere la replica di Andrea Crisanti: “Anche Renzi, con una battuta, banalizza demagogicamente il fatto che lui durante la pandemia le ha sbagliate tutte. Non c’è altro da rispondere”. Per il microbiologo “la banalità di questa dichiarazione sottolinea, qualora ce ne fosse bisogno, la necessità di persone che ci capiscono qualcosa. Renzi farebbe bene a riflettere su tante cose che ha sbagliato e che ha distrutto”, ha concluso.

A difendere quindi Crisanti è intervenuto in prima persona il segretario dei Democratici, Enrico Letta, con una serie di tweet in cui si è scagliato prima contro la destra e poi contro l’ex compagno di partito. 

“La gragnuola di reazioni alla candidatura Crisanti chiarisce che a destra prevale la cultura NoVax. Ha ragione Crisanti, se avessero governato Salvini e Meloni nel 2020 quante migliaia di decessi in più avremmo avuto?”, le parole al veleno di Letta contro Salvini e Meloni.

Quindi, senza nominarlo ma retwittando un suo intervento in tv, l’affondo contro Renzi: “I meriti della candidatura Crisanti. Ognuno dice cosa pensa veramente della più grande tragedia degli ultimi tempi. #lockdown #illiberale #inutile #raffreddore #quarantena”.

Intervento paradossalmente moderato quello di Carlo Calenda, il leader di Azione che interviene nello scambio tra l’alleato Renzi e Letta: “Abbiamo sostenuto tutti i provvedimenti presi dai diversi governi con lealtà. Siamo nati parlando di sanità a novembre del 2019. Candidare virologi è a mio avviso sbagliato perché nel corso della pandemia hanno spesso ecceduto in protagonismo. Non strumentalizzare la pandemia. Grazie”.

Quindi la controreplica di Renzi sempre via social, con un video su Twitter in cui risponde a Letta: “Anche oggi mi attacca. Io ho solo detto che la gestione di Crisanti da virologo era impostata sull’allarmismo, dato che non voleva le chiusure all’inizio ma per tutto il 2021, secondo me persino eccessive”. “Se Letta vuole sapere quale e’ la differenza tra me e lui sulla pandemia gliela spiego chiara – prosegue REnzi -: lui e il suo partito volevano continuare a stare con Conte e Arcuri e l’esercito russo, io ho portato Draghi, Figliuolo e la svolta. E se proprio vuole chiarezza sul Covid, Letta vota la commissione d’inchiesta a cui noi abbiamo votato si’ e voi no”, ha aggiunto Renzi.

Redazione