Il figlio del presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden, Hunter, ha riferito essere sotto inchiesta federale per “questioni fiscali”. Hunter Biden ha spiegato infatti di avere appreso di essere sotto indagine per questioni legati alle tasse da parte dell’Ufficio del Procuratore Distrettuale del Delaware, inchiesta svelata in una nota dell’ufficio di transizione di Biden.

Hunter Biden, in una dichiarazione rilasciata dal team di transizione del padre, ha detto di essere “fiducioso” del fatto che le indagini dimostreranno la sua innocenza. “Io prendo questa vicenda in maniera molto seria ma sono fiducioso che una indagine professionale ed obiettiva di queste materie dimostrare che io ho condotto i miei affari in maniera legale ed appropriata, incluso grazie alla consulenza di studi fiscali professionisti”, ha spiegato il figlio del presidente eletto.

Le attività all’estero del figlio di Joe Biden sono state per mesi al centro della campagna elettorale di Donald Trump: gli affari di Hunter Biden in Ucraina e Cina sono stati uno dei principali oggetto di scontro tra il tycoon repubblicano e lo sfidante Dem. In particolar Trump accusava Hunter Biden di aver sfruttato le connessioni politiche del padre quando quest’ultimo era il vice di Barack Obama e ‘delegato’ dall’amministrazione a tenere i rapporti con l’Ucraina. Il figlio dell’attuale presidente eletto nel 2014 era anche entrato a far parte del consiglio della società energetica ucraina Burisma nel 2014, aumentando le preoccupazioni sulla percezione di un conflitto di interessi.

LA REAZIONE DI TRUMP – Non si è fatta attendere la reazione del presidente uscente Donald Trump, che a proposito dell’inchiesta che coinvolge Hunter Biden ha scritto su Twitter: “Se state cercando manovre elettorali, non guardate oltre. Ecco come stanno le cose. Hanno nascosto informazioni all’opinione pubblica per influenzare il risultato delle elezioni. Le hanno truccate. Il 10% degli elettori avrebbe cambiato voto se avesse saputo di Hunter Biden”, attribuendo le citazioni all’opinionista Miranda Devine del New York Post e a Tucker Carlson di Fox News. “Ma ho vinto comunque”, chiosa il tycoon, che continua a sostenere che nelle elezioni presidenziali Usa di novembre ci siano stati brogli e lui abbia vinto.

Il post è stato segnalato da Twitter, che vi ha aggiunto le diciture: “Questa affermazione su frode elettorale è contestata” e “Molte fonti hanno attribuito la vittoria di queste elezioni in modo diverso”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia