La maggior parte degli italiani dichiara di avere “poca” fiducia nella magistratura. Secondo un sondaggio commissionato dal quotidiano Libero e realizzato da AnalisiPolitica, il 39% degli intervistati ha ammesso di non sentirsi abbastanza protetto dalla giustizia. Il 19% rivela di non esserlo “per nulla”, mentre solo il 7% ha risposto di avere “molta” fiducia nella magistratura. “Abbastanza” è la risposta del 30% del campione.

Pesa probabilmente il Palamara-gate, sollevato dal libro scritto dall’ex membro del Consiglio superiore della magistratura, che ha rivelato dal suo punto di vista i lati oscuri e gli intrighi politici dietro la gestione delle nomine delle toghe. A specifica domanda se si percepisca l’azione penale dei magistrati come “guidata da fini politici”, il 33% degli intervistati si è detto “molto d’accordo”, e il 37% “abbastanza”. Da una chat intercettata tra Palamara e un suo collega erano emersi anche messaggi in cui l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati dichiarava che Salvini andasse “attaccato” sulla gestione dei migranti.

La maggioranza assoluta del campione pensa che “un magistrato che sbaglia debba essere responsabile della propria azione”, con il 54% “molto d’accordo” e il 33 “abbastanza d’accordo”. La giustizia è in generale ritenuta di parte e incapace di restare imparziale. Solo il 24% degli intervistati pensa che i giudici agiscano da persone totalmente “terze” rispetto alle parti.

Processi troppo lunghi, tasso troppo alto di impunità per i reati minori, e soprattutto quella che il procuratore generale di Napoli Luigi Riello ha chiamato “l’altra pandemia” (il caso Palamara) sono le cause di tanta sfiducia, individuate nella giornata di inaugurazione dell’anno giudiziario per il 2021. “Questa aula vuota mi sembra la metafora di una giustizia che rischia di diventare autoreferenziale e isolata dal Paese reale”, ha dichiarato Riello intervenendo nella grande sala Arengario del tribunale di Napoli. “Noi che ci scagliamo contro i politici corrotti – ha aggiunto – non possiamo nascondere fatti che sono avvenuti all’interno del nostro organo di autogoverno”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.