Il Generale sbarca a Roma. Al Salone delle Fontane all’Eur si è tenuta la prova della prima volta del condottiero di Futuro Nazionale tra le romane genti. Bagno di folla. Così come era prevedibile e come sta accadendo su tutto il territorio nazionale. Un test per incontrare i suoi potenziali elettori in un momento di sicura ascesa per il movimento. Si festeggia il raggiungimento delle 90mila tessere. Un dato che desta molto stupore e tanta meraviglia, verso il quale le altre forze politiche incominciano ad avvertire un certo senso di smarrimento.

La vera partita Futuro Nazionale se la gioca sull’idea di nazione, patria, sicurezza nazionale, identità della cultura della civiltà occidentale, ma soprattutto sulla remigrazione, sulla quale il Generale sta lavorando per la pubblicazione di un nuovo libro. Vannacci nella sua comunicazione politica sia “vis a vis” che digitale incomincia ben a comprendere che quanto più il fenomeno politico è importante, tanto più non si può – per quanto fermo militarista possa essere – pensare che si stia combattendo sul classico campo di battaglia con le armi convenzionali.

L’evento segnerà indubbiamente il vero passaggio del movimento a partito, e il Generale, all’insegna di un senso di grande apertura, che ha anche il gusto di una provocazione, lascia intendere che ci si deve sedere tutti a un tavolo per ridisegnare il futuro dell’Italia. Però ci tiene a precisare che per ora non si parla di alleanze. Questo che Futuro Nazionale sta vivendo è il momento del radicamento forte nei territori, e annuncia la presentazione del simbolo e del candidato sindaco alle prossime amministrative a Roma e a Milano e per le regionali in Sicilia. Per le alleanze ci sarà tempo e soprattutto modo per potersi confrontare. Ma la linea abbastanza intransigente già la si intravede.