La parabola di Luigi de Magistris alla guida del Comune di Napoli è agli sgoccioli. Alla luce del disavanzo di due miliardi e 600 milioni di euro, indicato nel rendiconto del 2019, c’è chi chiede al sindaco di di dichiarare il dissesto consento a un commissario di avviare l’indispensabile percorso di risanamento delle finanze comunali. Ma l’ex pm non ne vuole sapere e punta a far sì che il Consiglio comunale approvi quel documento contabile. E se ciò non avvenisse?. «In tal caso – spiega Ferdinando Pinto. docente di Diritto amministrativo all’università Federico II con un passato da sindaco di Sorrento – sarebbe nominato un commissario chiamato ad approvare il rendiconto». Non sarebbe una mossa indolore. Già, perché il commissario potrebbe avviare un controllo sulle eventuali responsabilità degli amministratori che, in meno di dieci anni, sono riusciti a triplicare il disavanzo del Comune. E per loro, de Magistris incluso, potrebbe così aprirsi un giudizio che rischierebbe di concludersi con la dichiarazione di incandidabilità per dieci anni. Si vedrà.

Nel frattempo, Napoli pensa già a come lasciarsi alle spalle due consiliature caratterizzate da imposte non riscosse, patrimonio non valorizzato e continue richieste di denaro. Non ultima l’anticipazione di mezzo miliardo che l’amministrazione arancione ha chiesto alla Cassa Depositi e Prestiti per pagare quei creditori che non vedono un euro da 26 mesi. Sulle colonne del Riformista c’è chi ha evidenziato l’esigenza di una nuova classe dirigente per Napoli. Il che significa, innanzitutto, un nuovo sindaco con una visione moderna della città e precise caratteristiche. Quali? Lo abbiamo chiesto a chi questa città la vive ogni giorno e ne ha a cuore le sorti.

“La prima sfida? Definire una strategia contro l’economia sommersa”
Eugenio Mazzarella (filosofo e parlamentare)
Il nuovo sindaco dovrà essere una persona preparata, capace e affidabile. Al di là dei partiti e delle correnti politiche, spero che non si proponga una persona nuova solo per fare colpi di scena. Napoli ha bisogno di un sindaco che abbia una visione della città e ciò presuppone una cultura solida e una capacità politica in senso esteso. Dovrà circondarsi delle persone migliori e con le competenze giuste, il lavoro di squadra è fondamentale per poter amministrare bene la città. Il sindaco che verrà dovrà aprire gli occhi e non fingere di non vedere. Dovrà prendere coscienza, con cartesiana chiarezza, che Napoli si fonda su un’economia “sommersa”. In questo senso, dovrà creare strategie di sviluppo che asicughino l’acqua nella quale nuota il malaffare. La nostra città ha una storia importante e necessita di un sindaco alla sua altezza.

“E’ indispensabile che conosca bene la realtà che deve amministrare” 
Carlo Iannello (Docente di diritto pubblico)
Il nuovo sindaco di Napoli deve possedere una vena di follia. Solo un pazzo può decidere di governare la nostra città! Tornando seri, però, credo che non debba avere competenze tecniche particolari, ma essere molto rigoroso. E non importa se sia giovane o meno, si può essere giovani ed esperti. In Campania c’è una situazione politica che vede assenti i partiti, ci sono solo cartelle elettorali, quindi vedo una persona slegata dalle corrrenti politiche. Credo che il primo cittadino che si troverà ad amministrare Napoli dovrà essere legato e radicato nel nostro territorio, abbiamo già avuto esperienza di un sindaco che guardava alla politica internazionale e credo che ci possiamo accontentare di una personalità che si limiti alla realtà locale. Spero, inoltre, che non sia un personaggio mediatico, ma che si concentri sui problemi dell’amministrazione, primo tra tutti: rivedere e migliorare la riscossione delle tasse da parte del Comune.

“Serve qualcuno capace di dialogare con la Regione e il Governo”
Edvige Nastri (Cittadinanza attiva in difesa di Napoli)
Il prossimo inquilino di Palazzo San Giacomo dovrà avere una consolidata esperienza nell’amministrazione pubblica, dovrà avere una visione complessiva della città e guardare all’interesse della collettività, con un’attenzione particolare alla legalità. Credo sia fonamentale che il prossimo sindaco di Napoli conosca bene il territorio, viva la realtà locale e, soprattutto, sia in sintonia con il Presidente della Regione. Per governare la città c’è bisogno di un dialogo continuo con le istituzioni regionali e nazionali. La prima cosa che dovrà fare il prossimo sindaco? Trovare il modo di risanare i conti delle casse del Comune. Ad oggi la città non può permettersi neanche di aggiustare una buca. Deve adoperarsi per far quadrare i conti, magari proponendo una legge speciale per Napoli.

“Per risolvere certi problemi è necessaria una squadra forte e coesa”
Federica Brancaccio (presidente Acen)
Il nuovo amministratore della città dovrà essere molto coraggioso. Dovrà conoscere molto bene gli organi e le funzionalità dell’apparato di una pubblica amministrazione. Mi aspetto un sindaco che conosca e viva la città, con tutte le sue problematiche. Ma che conosca bene anche il resto del Mezzogiorno. Alla guida di Napoli, vorrei un sindaco che creda nel lavoro di squadra e si circondi di persone che possano compensare le sue inevitabili carenze perché non si può essere onniscienti. Dovrà recuperare ciò che di buono è stato fatto finora, senza per forza dover ripartire da zero. La prima cosa che dovrebbe fare è una riunione con tutti i dirigenti per delineare la linea politica che l’amministrazione intende seguire, poi spiegare ai cittadini i piccoli passi da compiere insieme per risolvere le enormi problematiche della città, partendo dall’aspetto urbanistico e dal turismo.

Testi a cura di Francesca Sabella