Il primo giorno di vaccino è andato. Un giorno più simbolico che un reale “al via” visto che adesso bisognerà aspettare i nuovi carichi prima di poter continuare nella vaccinazione di massa. Ma giorno zero ha però portato grandi emozioni e speranze. Come la voglia di urlare al mondo l’importanza del vaccino da parte degli operatori sanitari che già lo hanno potuto fare. “Credo che questa volta l’ho fatto per me, una volta tanto mi sono messa al primo posto e nonostante qualche timore ho scelto la cosa giusta, perché la paura l’ho già guardata dritta negli occhi troppe volte in questi 10 mesi”, ha scritto su Facebook un’infermiera dell’Ospedale Cardarelli di Napoli il giorno dopo la vaccinazione.

Sono ancora tanti i dubbi e le perplessità sui vaccini ma l’infermiera del Cardarelli non ci sta e spiega a tutti perchè è orgogliosa del vaccino fatto: “Sono andata a letto e mi sono svegliata con le stesse angosce, le stesse ansie, la stessa sensazione di impotenza, troppe volte ho visto morire senza poter fare niente nonostante ci abbia provato fino allo sfinimento, fino alle lacrime, si perché ne abbiamo versate tante spesso in silenzio, spesso sotto alle tute, si sperava solo che tutto finisse presto ma nessuno ci ha istruito che il tempo sarebbe stato lungo assai e noi ci saremmo logorati in un dolore che ci ha modificati dentro e fuori”.

E lancia un grido di amore e speranza soprattutto nei confronti di chi è più scettico: “La mia vaccinazione va alla memoria delle vittime del covid, a chi nn c’è più e a chi sta combattendo per vincerlo, a chi aspetta di farlo e a chi nn lo farà perché continua a credere che tutto questo nn sia successo”.

A 24 ore i primi vaccinati stanno tutti bene. A segnalarlo anche il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia: “Ci siamo svegliati oggi più sereni e più ottimisti: abbiamo il primo vaccino, ne abbiamo somministrati 139 e stanno tutti benissimo. Oggi però non è il tempo di rilassarsi né di ricercare o costruire storie o personaggi. Non abbiamo eroi o angeli, ma operatori che fanno il proprio dovere fino in fondo nella quotidianità e che hanno voluto dare la loro testimonianza d’amore per loro stessi, per i loro cari, per i pazienti, per il Paese. Continuiamo a lavorare perché la strada, ora in leggera discesa, è comunque ancora tutta da percorrere fino alla fine. Vinceremo, ma guai a distrarsi!”, ha scritto su Facebook.