Un’unica accusa, pesante come un macigno: aver incitato all’insurrezione di Capitol Hill. È questo l’atto di accusa del Partito Democratico che alla Camera dei rappresentati degli Stati Uniti ha presentato la risoluzione di impeachment nei confronti del quasi ex presidente Donald Trump.

Una mossa dibattuta da giorni, con una parte dei Democratici a spingere per questa soluzione (o il ricorso al 25esimo emendamento) e un’altra, capeggiata dal presidente Joe Biden, più ‘morbida’, contraria ad un gesto che spaccherebbe ancora di più il Paese.

La risoluzione sull’impeachment è il primo passo dei democratici per tenere un voto di impeachment questa settimana per rendere Trump il primo presidente nella storia a essere messo sotto accusa per la seconda volta.

Una scelta che segue le scene incredibili arrivate lo scorso 6 gennaio con l’assalto dei supporters di Trump al Campidoglio, con oltre 60 arresti e cinque decessi. Le accuse nei confronti del tyccon si basano su due punti: la denuncia di brogli “reiterata e infondata” da parte di Trump sulle elezioni vinte da Biden il 3 novembre, e sul discorso tenuto a Washington poche ore prima dell’assalto a Capitol Hill, ritenuto dai Dem l’incitamento ai supporters. All’interno del documento trova spazio anche la telefonata tra il presidente e Brad Raffensperger, segretario di Stato della Georgia, in cui il tycoon chiedeva all’esponente Repubblicano di “trovare i voti” per ribaltare il risultato sfavorevole.

Nel testo diffuso in anteprima dalla Cnn si legge inoltre che Trump, secondo i Democratici, ha “minacciato l’integrità del sistema democratico, ha interferito con la pacifica transizione dei poteri e ha messo in pericolo il governo. “Pertanto – prosegue il testo di quattro pagine – Donald John Trump, con tale condotta, ha dimostrato che rimarrà una minaccia per la sicurezza nazionale, la democrazia e la Costituzione se gli viene permesso di rimanere in carica, e ha agito in modo grossolanamente incompatibile con l’autogoverno e il governo di diritto. Donald John Trump quindi merita l’impeachment e il processo, la rimozione dall’incarico e la squalifica dal ricoprire e godere di qualsiasi ufficio d’onore, fiducia o profitto sotto gli Stati Uniti”.

Le tempistiche per l’impeachment di Trump non sono semplici ed è impossibile che venga votato prima del 20 gennaio prossimo, data dell’insediamento di Biden e della sua vice Kamala Harris. Quanto ai voti sulla risoluzione, sempre la Cnn scrive che a sostegno dell’iniziativa ci sono 214 rappresentanti, ma per l’approvazione alla Camera ne servono 217: per questo i Democratici stanno facendo pressioni su alcuni esponenti repubblicani ‘moderati’. Il discorso è diverso invece al Senato, dove i numeri  sono maggiormente in bilico: qui i Democratici possono contare sulla maggioranza solo grazie al voto della vicepresidente Harris.

Sempre oggi i repubblicani hanno invece bloccato alla Camera una risoluzione che chiede al vice presidente Mike Pence di invocare il 25esimo emendamento della Costituzione e rimuovere il presidente Donald Trump dall’incarico.