La portata dell’emergenza Coronavirus in Italia trova conferma in una nota dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, che lancia l’allarme per “l’improvviso incremento della domanda per i farmaci utilizzati nelle terapie ospedaliere dei pazienti ricoverati a causa dell’epidemia”.

Una rischia che ha generato delle carenze per le quali l’Aifa, “oltre a rilasciare le usuali autorizzazioni all’importazione”, sta definendo in collaborazione con le aziende e mediante il supporto di Assogenerici e Farmindustria “soluzioni eccezionali ed emergenziali”.

Nella nota l’Agenzia Italiana del Farmaco sottolinea che sta seguendo il problema “raccordandosi costantemente con le Regioni e le Province autonome, cui tutte le strutture territoriali sono invitate a rapportarsi per la valutazione e l’inoltro ad AIFA di segnali, dando priorità ai casi urgenti di irreperibilità per i quali siano già stati espletati tutti i passaggi previsti con gli aggiudicatari delle gare regionali”.

LA SITUAZIONE IN ITALIA – Ieri intanto è stato un mercoledì nero per l’Italia. Nell’ultimo bollettino diramato poco dopo le 18 dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli le vittime tra martedì mercoledì, positive al Coronavirus, sono 475. Un dato mai così alto nei giorni scorsi. Nemmeno in Cina si è registrato un numero di decessi simile in un solo giorno.

Secondo i dati riferiti sono 2.648 i positivi rispetto a martedì per un totale di 28.710 persone. Un trend che si mantiene stabile con quello precedente. Con i 475 di oggi, i decessi salgono a quota 2.978. Mentre sono 1.084 le persone guarite per un totale di 4.025. I casi totali (contagiati, vittime e guariti) sono 35.713.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 14.363; 2.257 sono in terapia intensiva (+197), mentre 12.090 sono in isolamento domiciliare fiduciario. Solo in Lombardia il numero dei contagiati è salito a 17.713 positivi (+1.493). Di questi: 7.285 ricoverati (+332), 924 in terapia intensiva (+45) e 1.959 morti (+319). In Emilia Romagna sono stati registrati 65 decessi. La maggior parte avvenuti in ospedale ma alcuni anche in case di riposo per anziani.