Caos, comunicazioni in ritardo dell’Asl e il Napoli che parte in aereo per Torino con appena 19 giocatori, tre dei quali dovrebbero stare in quarantena. Il covid colpisce anche la Serie A ma come è già capitato in passato pare di vivere in una dimensione a parte. Nonostante l’ultimo decreto del governo, dello scorso 30 dicembre 2021 (circolare del Ministero della Salute 0060136), che ridefinisce la quarantena sia per i soggetti positivi che per quelli entrati in contatto con quest’ultimi, il calcio e, a dire il vero anche le Asl locali, continuano ad interpretare in modo diverso le ultime disposizioni. Ma, va però aggiunto, nonostante l’eventuale divieto da parte dei distretti sanitari locali, la Lega di Serie A (nonostante la scoppola ricevuta a inizio covid proprio con il caso di Juve-Napoli) minaccia la sconfitta a tavolino dando così il là a una serie di ricorsi e controricorsi che andranno avanti per mesi.

Il Napoli è partito per Torino, dove domani è in programma la sfida con la Juventus (che a questo punto dovrebbe essere bloccata) con Zielinski, Lobotka e Rrhamani aggregati alla squadra nonostante la comunicazione, giunta quando la squadra era già in volo, dell’Asl Napoli 2 Nord che ha sottoposto a quarantena per almeno cinque giorni i tre calciatori perché hanno avuto contatti stretti con positivi e, pur vaccinati, non si sono sottoposti alla dose booster (terza dose) e hanno ricevuto la seconda dose da più di 120 giorni.

Ai tre si uniscono Meret, Mario Rui e Malcuit, che sono già isolati in casa perché positivi al covid, oltre a un membro dello staff (Di Palo) sottoposto alla quarantena perché entrato in contatto con contagiati.

Nel pomeriggio un’altra Asl, la Napoli 1 Centro, aveva lasciato libero arbitro al Napoli nonostante la rilevazione di un focolaio: “In merito all’accertato focolaio di positività al Covid-19 relativo alla SSC Napoli, l’ASL Napoli 1 Centro rende noto che alla conclusione dell’indagine epidemiologica è stata confermata la presenza di diverse positività, anche nell’ambito del gruppo squadra, e che per tutti i soggetti risultati positivi è stato disposto l’isolamento”, si legge nella nota.

“Per i contatti stretti individuati è invece stato disposto il rispetto di quanto previsto al punto 1 della Circolare del Ministero della Salute n°60136 del 30.12.2021”. In pratica da oggi sono in quarantena tutti i calciatori del Napoli non sottoposti a dose booster o con seconda dose da più di 120 giorni.

“È stato inoltre ribadito alla Società Calcio Napoli che il gruppo squadra, alla luce dell’acclarato focolaio di positività che tra l’altro presenta un continuo trend di casi positivi, dovrà attenersi scrupolosamente al massimo rispetto delle norme di contenimento e riduzione del rischio – si legge ancora nella nota dell’Asl – La Società Calcio Napoli, alla luce del sopracitato focolaio e nel principio della massima cautela, provvederà a valutare ogni altra misura preventiva/restrittiva utile ad impedire la diffusione del contagio”.

La farsa: il Napoli in campo con la mascherina?

Quel che però stupisce è anche l’interpretazione di un’altra disposizione dell’ultimo decreto ministeriale, ovvero quella relativa a “coloro venuti a contatto con un positivo ma che hanno ricevuto la terza dose (oppure ha ricevuto la seconda dose, o è guarito dal covid, da meno di 120 giorni)”. Per loro scatta infatti “l’auto-sorveglianza: dovranno indossare per dieci giorni una mascherina tipo Ffp2 ed effettuare – solo qualora sintomatico – un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione al caso. Per la cessazione dell’auto-sorveglianza è necessario l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare.

Ebbene se il Napoli negli ultimi giorni si è regolarmente allenato, come è possibile non considerare l’intera squadra contatto stretto degli ultimi giocatori (oltre all’allenatore Spalletti) risultati positivi? Scenderanno in campo con la mascherina? O i giocatori contagiati si sono allenati da soli, frequentando anche spogliatoi diversi? Insomma il decreto appare chiaro, come è possibile interpretarlo in modo diverso?

Il caso dell’Asl a Udine: “Vietati sport di squadra”

Sulla vicenda l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, nello stoppare l’Udinese “in seguito alle positività al Covid-19 riscontrate nel gruppo squadra”, ha disposto per il gruppo squadra, fermo restando l’isolamento fiduciario obbligatorio per i soggetti positivi, la quarantena o l’autosorveglianza dal 5 al 9 gennaio 2022 in base alle rispettive vaccinazioni”.

Inoltre “per tutti i detti soggetti è stato, altresì, disposto il divieto di esercitare sport di squadra di contatto, dal 5 gennaio al 9 gennaio 2022″. 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.