Per giorni hanno sperato di trovare il suo nome, quello del fratellino e della madre nella lista degli ostaggi da scambiare. “Kfir Bibas è morto con la madre e il fratello in un bombardamento israeliani” annuncia oggi, 29 novembre, Hamas in quello che dovrebbe essere considerato l’ultimo dei sei giorni di tregua. L’ufficializzazione della notizia è stata data dal braccio armato di quella che per l’Occidente è una organizzazione terroristica, le Brigate al Qassam. Kfir, 10 mesi, era l’ostaggio più giovane sequestrato da Hamas lo scorso 7 ottobre insieme al fratello Ariel, 4 anni, alla madre Shiri Silverman e al padre Yarden Bibas. Per Hamas sarebbero morti in seguito a dei “precedenti bombardamenti sionisti sulla Striscia di Gaza”, si legge in una nota delle Brigate. Dal canto suo l’sercito israeliano sta verificando la fondatezza dell’annuncio secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz.

Nei giorni scorsi i familiari avevano denunciato l’assenza dei nomi dei loro cari nella lista degli ostaggi pronti ad essere rilasciati dai tunnel di Gaza. La foto di Kfir, l’ostaggio più piccolo a Gaza, era diventata il simbolo del dramma degli ostaggi israeliani. Prima dell’annuncio di Hamas, le forze armate israeliane (IDF) avevano ipotizzato il trasferimento della famiglia Bibas ad un altro gruppo terroristico, forse il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. In questi sei giorni sono stati scambiati al momento 61 israeliani e 20 stranieri cittadini stranieri.

In un video pubblicato sui social, l’Idf attacca Hamas: “Hamas deve essere ritenuto responsabile. Hamas deve rilasciare immediatamente tutti gli ostaggi”.

Piccolo Kfir morto insieme a madre e fratellino: la lista dei giovani ostaggi

Kfir viveva insieme ai suoi genitori e al fratellino nel kibbutz Nir Oz, una comunità israeliana molto vicina a Gaza. “Tutti gli altri bambini sono già stati rilasciati. Non sappiamo dove siano tenuti” nè “nulla sulle loro condizioni”, aveva detto Ofri Bibas, sorella del padre Yarden e zia dei bambini, in una conferenza stampa. In mattinata i media Israeliani hanno ricordato  che “sono ancora diversi i minori e gli adolescenti nelle mani di Hamas a Gaza al 54esimo giorno di prigionia da quando sono stati rapiti lo scorso 7 ottobre”. Oltre a Kfir Bibas (10 mesi) e a suo fratello Ariel Bibas (4 anni), ci sono Gali Tarshansky, di 13 anni, rapito del kibbutz Beeri dove suo fratello Lior di 15 anni è stato ucciso nell’attacco di Hamas. Quindi Amit Shani di 16 anni, anche lui del kibbutz Beeri rapito insieme a Ofir Engel di 18 anni, anche lui dello stesso kibbutz. Inoltre ci sono Bilal Ziyadne (18 anni) e Aisha Ziyadne (17) due beduini israeliani che lavoravano nel kibbutz di Holit. Infine Liam Or (18 anni) del kibbutz Beeri e Itay Regev (18) rapito alla festa di Reim.

Due bambini di otto anni e 15 anni uccisi a Jenin da IDF

Due bambini – uno di otto e l’altro di 15 anni – sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco dell’esercito israeliano a Jenin in Cisgiordania.
L’esercito israeliano ha condotto un’operazione militare su vasta scala a Jenin, avviata ieri sera. Nelle ultime 24 ore, secondo il locale ministero della Sanità, le truppe israeliane hanno ucciso in Cisgiordania otto palestinesi, di cui cinque a Jenin.

L’annuncio di Hamas potrebbe ostacolare i negoziati

Con l’annuncio della morte di Kfir, il bimbo di 10 mesi, i negoziati per il proseguo della tregua e il relativo scambio tra ostaggi israeliani a Gaza e detenuti palestinesi nelle carceri d’Israele potrebbero compromettersi e si potrebbe tornare a combattere dopo sei giorni di cessate il fuoco. Durante i negoziati dello scorse ore Israele avrebbe chiesto di esaminare la possibilità di rilasciare ostaggi maschi adulti, tra cui anziani e padri di bambini già rilasciati, invece che solo donne e bambini. Lo riporta Hareetz citando fonti vicine alla trattativa.

Pacifista liberata da Hamas: “Ho detto a Sinwar di vergognarsi”

La 85 enne pacifista Yocheved Lifshitz, rapita dalla sua casa nel Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre, ha raccontato di aver affrontato il leader di Hamas Yahya Sinwar quando ha visitato gli ostaggi nei tunnel sotterranei dove Hamas li teneva prigionieri. “Sinwar è stato con noi tre o quattro giorni dopo il nostro arrivo. Gli ho chiesto come fa a non vergognarsi di fare una cosa del genere a persone che hanno sostenuto la pace in tutti questi anni”, ha detto Lifshitz al quotidiano in lingua ebraica Davar, mentre manifestava martedì a Tel Aviv per il rilascio degli ostaggi ancora in mano ad Hamas. “Non ha risposto. Lui è rimasto in silenzio”. Lifshitz è un’attivista pacifista che, insieme a suo marito, ha aiutato per anni i palestinesi malati a Gaza a raggiungere l’ospedale, ha detto suo nipote a Reuters. Anche suo marito, Oded, 83 anni, è stato rapito da casa loro e attualmente è tenuto prigioniero.

Redazione

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