Scaricato dall’ex amico Enrico Letta e dal Partito Democratico, che lo ha buttato nella lista degli “irresponsabili” assieme a Lega e Forza Italia, responsabili della caduta del governo Draghi, Giuseppe Conte prova a dare una seconda vita al Movimento 5 Stelle in crisi di credibilità e di sondaggi.

L’obiettivo è quello di dare una decisiva virata a sinistra ai pentastellati, che d’altronde nei giorni della crisi di governo si erano intestati una agenda sociale particolarmente vicina a storiche istanze di quella sponda politica. 

Un piano di cui parla oggi un retroscena del Corriere della Sera, che evidenzia come la scelta dell’ex avvocato del popolo sia quella di formare una “cosa rossa” a sinistra del Partito Democratico, sulla falsariga di un modello di successo all’estero, nella vicina Francia: La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

Quest’ultimo, come noto, ha sfiorato i ballottaggi alle presidenziali e con i suoi risultati alle legislative ha impedito a Emmanuel Macron di raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi all’Assemblea nazionale.

Un piano B oggetto di discussione interna al Movimento, già scombussolato in queste settimane dagli addii dei fedelissimi di Di Maio, dai sondaggi che lo danno ormai prossimo a scendere sotto la doppia cifra, dal possibile ritorno di Alessandro Di Battista e dal feroce dibattito sul limite ai due mandati.

Un cantiere aperto insomma, che potrebbe dare spazio ad alcune forze di sinistra-sinistra che si stanno già organizzando al di fuori dei 5 Stelle. È il caso del cartello elettorale su cui sta lavorando l’ex sindaco arancione di Napoli Luigi De Magistris, Unione Popolare: dentro c’è proprio DeMa assieme a Rifondazione Comunista e Potere al Popolo. Al voto 5 Stelle e Unione Popolare potrebbero andarci sul modello di Unidos Podemos in Spagna.

L’ex pm si conferma disponibile a contatti con Conte, che potrebbe archiviare la pochette per indossare la bandana cara a De Magistris: “Ancora con Conte non ci siamo parlati. Certo, con le elezioni anticipate e la consegna delle liste tra meno di un mese, forse questa è la settimana giusta per farlo”, spiega l’ex sindaco di Napoli al Corriere. Quindi il messaggio a Letta: “Fuori dalla contesa indicata dal segretario del Pd c’è un’area vastissima, di sinistra e non solo, che porta avanti istanze pacifiste, ambientaliste, incentrate sulla necessità non più rinviabile di un’agenda sociale vera. Noi quest’area, che ovviamente non poteva riconoscersi nel lavoro che stava facendo il governo Draghi, abbiamo iniziato a presidiarla da tempo. Adesso che anche Conte è uscito dal governo, ragionare insieme è doveroso”.

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Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.