Enrico Letta cita Berlinguer e lancia la campagna elettorale del Pd “casa per casa” con oltre “100mila volontari, anche in agosto”. Il segretario Dem replica alle accuse di Conte e apre a tutti. “Parlerà con tutti” dice, da Calenda a Renzi, da Di Maio a Speranza. Dialogo e possibili alleanze per contrastare l’ascesa del centrodestra e soprattutto del partito di Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia). “La scelta alle elezioni del 25 settembre è chiara: o noi o Meloni” sottolinea in una intervista a Repubblica.

“Trasformeremo le 400 feste dell’Unità previste in tutta Italia da qui al voto in luoghi di dibattito ma anche di chiamata ai volontari”, aggiunge.”Come disse Berlinguer, faremo campagna casa per casa. In campo 100mila volontari, anche in agosto”. Poi aggiunge: “Il Pd sta organizzando una lista aperta ed espansiva: “Democratici e progressisti”.

Infine il dialogo: “Nelle prossime due settimane- aggiunge Letta – parleremo con tutti coloro che sono interessati e disponibili a costruire un progetto politico vincente e che sia nel solco condiviso dalle forze che hanno dato la fiducia al governo Draghi. Ecco, il riferimento a Draghi è il perimetro della serietà e del patriottismo, la base di partenza. Calenda? Calenda, di tutti i protagonisti possibili, è il più consistente dal punto di vista dei numeri e ha svolto in Europa un lavoro interessante e in parte condiviso. Discuteremo con lui con spirito costruttivo”. Speranza? “È una delle personalità che spero possano candidarsi nella lista aperta del Pd. Glielo chiederò”. È il rientro degli scissionisti di Articolo 1? “È il segno dell’apertura della nostra lista”. Di Maio?”Tra le personalità che vengono dal M5S è la più influente e con lui sicuramente continuerà il dialogo già aperto”.Renzi?”Parleremo con tutti”.

Con i 5 Stelle “il percorso comune si è interrotto il 20 luglio e non può riprendere, è stato un punto di non ritorno“. “Conte – spiega – ha fatto le sue scelte e i suoi calcoli. Ha aperto un varco per le elezioni e Salvini non aspettava altro. Ma non è successo tutto in un giorno” perché “è evidente che non sono più i 5S del vaffa. Di questo percorso il Pd non può e non deve pentirsi” in riferimento al Conte 2.

Ieri lo stesso Conte ha pubblicato su Facebook uno screenshot di un post di Enrico Letta in cui, sullo sfondo di una foto di Draghi che saluta, si legge: “L’Italia è stata tradita. Il Partito Democratico la difende. E tu, sei con noi?“. L’avvocato attacca: “È vero, Enrico. L’Italia è stata tradita quando in Aula il Premier e il centrodestra, anziché cogliere l’occasione per approfondire l’agenda sociale presentata dal MoVimento 5 Stelle, l’hanno respinta umiliando tutti gli italiani che attendono risposte”. È un attacco frontale all’agenda Draghi da voi invocata”, che “ha ben poco a che fare con i temi della giustizia sociale e della tutela ambientale, che sono stati respinti e umiliati sprezzantemente. Ma adesso non è più tempo di formule e giochi di palazzo. Ora ci sono le elezioni, non voteranno solo i noti commentatori di giornali e talk show che ci attaccano e i protagonisti dei salotti finanziari che ci detestano. Anche chi non conta e chi non ha voce potrà far pesare il proprio giudizio. Noi per loro ci saremo sempre”.

Ma nel Movimento la stessa posizione di Conte è a rischio. Da una parte infatti il garante Beppe Grillo continua a ribadire il proprio “no” a deroghe sul vincolo dei due mandati con Alessandro Di Battista che pensa a un ritorno in campo dopo le richieste arrivate dai nostalgici del partito pentastellato.

Al centro Calenda corteggia Carfagna e Gemini. “Lo spero tanto” ha sottolineato il leader di Azione al Corriere della Sera. Poi l’invito al Pd: “Noi andremo con chi condivide il programma che presenteremo. Ma non andremo con chi vuole fare un’alleanza contro la destra, che non significa nulla. Lo dico serenamente al Pd. Sono 30 anni che si fanno le campagne elettorali contro qualcuno senza presentare programmi e senza poi essere in grado di gestire il Paese, fare politica così non ha senso”.

Nel centrodestra Repubblica rivela un retroscena tutto da confermare. Secondo il quotidiano romano Matteo Salvini avrebbe promesso a Silvio Berlusconi la presidenza del Senato, moneta di scambio per l’estromissione dell’ex banchiere Draghi.

Entra dunque nel vivo una campagna elettorale che in realtà non si è mai fermata, a testimonianza dell’alta irresponsabilità di una classe politica che negli ultimi anni ha offerto il peggio di se stessa.

 

Redazione