I detenuti in semi-libertà del carcere di Secondigliano scrivono al Presidente del Tribunale di Sorveglianza, al Ministero della Giustizia e alla Direzione del carcere preoccupati per l’aumento dei contagi. Denunciano una situazione igienico-sanitaria difficile da gestire in cella, soprattutto per chi può uscire ogni giorno dal carcere per recarsi al lavoro per poi rientrare alla sera. Il rischio di portare il virus all’interno del carcere aumenta anche per la difficoltà a lavarsi e per questo motivo chiedono a gran voce di poter continuare a scontare la loro pena mantenendo solo l’obbligo di firma. In questo modo si alleggerirebbe la pressione nelle celle.

I semiliberi della Casa Penitenziaria di Secondigliano, a seguito della totale emergenza del Covid-19, portano alla sua cortese attenzione le precarie condizioni di sopravvivenza, principalmente in misura di igiene e sanità. Dopo uno stand-by di rientro, si è provveduto a riaprire la sezione semilibertà, nnon tenendo conto dei molteplici e quotidiani problemi, in quanto le stanze dotate solo di un lavabo e wc ospitano dalle 5 alle 6 persone.

Pertanto ogni sforzo di accortezza personale o sul buon vivere viene a cadere per l’inesistenza precauzionale notturna. Ovviamente questo non vuole essere uno sfuggire alle regole, ma prendere in considerazione una sorta di firma presso le stazioni di polizia o arresti domiciliari notturni apporterebbe a minore stress da parte nostra e dei nostri familiari, costretti ancora una volta a condividere passivamente il nostro percorso di semilibertà per una questione di probabili soggetti a rischio Covid-19.

Tutto è dimostrabile da una visita presso le sezioni in questione. Sicuri come sempre della disponibilità nonchè della sensibilità profusa, restiamo in attesa di una risposta benevola. 

I semiliberi di Secondigliano.