Dopo l’estate si tornerà alla didattica in presenza e, per quella data, le scuole della Campania e del resto d’Italia dovranno essere adeguate alle misure contro il contagio da Coronavirus. Per centrare l’obiettivo è stato proposta una norma che dovrebbe attribuire ai sindaci poteri più ampi per l’esecuzione dei lavori nei plessi di loro competenza. Ma questa strategia basterà a risolvere i problemi strutturali che affliggono tanti istituti campani? No, almeno secondo Lucia Fortini: “Dare i pieni poteri ai sindaci sull’edilizia scolastica sarebbe stata una buona cosa se fossero state stanziate le risorse necessarie – spiega l’assessore regionale all’Istruzione – Comuni e Province non possono farcela da soli”.

Il fabbisogno nazionale per l’edilizia scolastica, d’altra parte, si aggira sui 40 miliardi di euro. Nonostante ciò gli stanziamenti del governo per questa importante voce di spesa non superano qualche decine di milioni. “Un fabbisogno enorme che da sempre si pensa di soddisfare con i pochi fondi nazionali ed europei”, aggiunge Fortini che, all’indomani del suo insediamento, ha lanciato persino una petizione sulla piattaforma change.org per ottenere più soldi da Palazzo Chigi. E in Campania? Qui la Regione, che ha investito finora 600 milioni, ha ricevuto da Comuni, Province e Città metropolitana richieste di intervento per l’edilizia scolastica il cui valore si aggira intorno al miliardo e 600 milioni di euro. Ma il patrimonio edilizio consta di 4000 edifici – per le circa mille autonomie scolastiche – che la Fortini ha voluto mappare una volta entrata in carica.

“Io stimo che il fabbisogno sia di almeno quattro miliardi di euro – conclude l’assessore regionale all’Istruzione – Credo che sarà davvero difficile avere aule più conformi alle prescrizioni sanitarie per settembre, almeno per quei Comuni dove, tra l’altro, gran parte delle scuole sono in edifici o in zone in cui il piano regolatore non permette aumenti volumetrici. I poteri straordinari senza adeguate risorse non servono a nulla se non a scaricare responsabilità sulle amministrazioni locali”. Resta da vedere, dunque, quale decisione prenderà il governo e quali ricadute avrà sull’edilizia scolastica in Campania. Di recente è stato il presidente dell’Anci Campania, Carlo Marino, in una lettera indirizzata al governatore della Regione Vincenzo De Luca, a sottolineare la necessità di misure straordinarie sulla scia del “Modello Genova”: poteri commissariali per i primi cittadini e procedure burocratiche più snelle per sbloccare la realizzazione di opere strategiche per lo sviluppo economico e sociale della Campania.