Come se non fossero il primo partito in Parlamento e al governo. Come se non fossero quelli che hanno gonfiato di assunzioni a dismisura tutti gli staff, i Cinque Stelle rispolverano l’armamentario della prima ora. “Non ci arrendiamo”, “Mollate il privilegio”, “Il lupo perde il pelo ma non il vitalizio”, “Fermiamo la casta”. Il Movimento torna a indossare l’elmetto in vista della manifestazione che si terrà in Piazza San Silvestro a Roma sabato 15 febbraio. E sul proprio house organ, il Blog delle Stelle, lancia il kit dell’attivista, con cartelli e slogan pronti da scaricare e stampare per l’appuntamento. «Adesso basta. Il tempo della casta e dei vitalizi deve finire, i cittadini meritano una politica che sappia rappresentarli con dignità e agire nel loro esclusivo interesse, senza approfittarsene. Per combattere questa battaglia c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Contribuite a diffondere questa iniziativa in rete, scaricate qui il Kit Social e unitevi a noi!», scrive sul Blog il reggente pro-tempore Vito Crimi condividendo il link con il materiale.

«Vi aspettiamo tutti a Roma, il prossimo sabato 15 febbraio, dalle ore 14, in Piazza San Silvestro. E da lì faremo sentire la nostra voce contro questa vergogna: mai più pensioni regalate ai parlamentari, mai più privilegi a spese dei cittadini». Un paradosso, questo camouflage grillino, su cui Matteo Salvini ha buon gioco: “È bizzarro – ha affermato Salvini – che un partito al governo scenda in piazza contro il Governo. Ormai le abbiamo viste tutte». Il Movimento di lotta e di governo ha due volti, oltre a quello trasparente di Vito Crimi: quello barbuto e barricadero di Alessandro Di Battista e quello più istituzionale di Alfonso Bonafede. Saranno loro i due principali sfidanti per la poltrona di Capo politico (definizione fumettistica, ma tant’è) come successori di Luigi Di Maio, che se l’è svignata alla vigilia del clamoroso tonfo delle ultime regionali.

Alfonso Bonafede è in campagna elettorale interna, sostenuto proprio da Di Maio e dallo stesso Crimi. Il loro sfidante principale, Alessandro Di Battista, è in rotta di collisione con Beppe Grillo e Davide Casaleggio e non ha fatto mistero di non essersi ritrovato nelle ultime scelte dei suoi: aveva mal digerito l’alleanza con la Lega, ma ha trovato del tutto indigesta quella con il Pd. Ha fatto sapere di tornare in Italia nei prossimi giorni per far partire un ciclo di incontri. Per studiare da leader dei Cinque Stelle, ha scelto di passare un periodo in Iran; un luogo senz’altro stimolante per l’organizzazione della democrazia interna e della comunicazione disintermediata. Tra Bonafede e Di Battista, i due litiganti, un terzo gode: potrebbe trattarsi del Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, un profilo sul quale lo stesso premier Conte punta molto.