“I cittadini devono sapere che c’è una maggioranza che lavora e che questo significa essere seduti a un tavolo e scrivere le norme. Non vuol dire urlare, strillare dalla mattina alla sera abusando della pazienza dei cittadini. Si è sfiorato anche il tono di minaccia ma se mi chiedete una risposta a quel tipo di affermazione io non la offro”. È una risposta durissima al leader di Italia Viva Matteo Renzi quella che fornisce ai giornalisti il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a margine dell’apertura dell’anno giudiziario alConsiglio di Stato.

“Siamo in maggioranza e invece vedo toni da opposizioni – aggiunge il Guardasigilli – a volte sembra che i testi glieli scrivano Salvini o Berlusconi“.

LA RIFORMA IN CDM – Da Bonafede è quindi arrivato l’impegno a portare “entro dieci giorni” il testo della riforma penale in Consiglio dei ministri. Il ministro ha ricordato che sulla riforma c’è “un accordo della maggioranza. Il mio impegno è portarla in Cdm e lì ognuno si prenderà le sue responsabilità. Vedremo chi vuole dire a cittadini che non dobbiamo aver processi brevi”.

LE ACCUSE DI RENZI – Questa mattina l’ex premier Matteo Renzi dalle pagine di Repubblica aveva duramente attaccata il ministro grillino e anche il Partito democratico sui temi della giustizia. ““In un modo o nell’altro fermeremo questa legge”, aveva detto il leader di Italia Viva. “Credo senza ricorrere alla mozione di sfiducia: molleranno prima”, ha quindi aggiunto.

Da Renzi era arrivato un avvertimento chiaro: “In questo Parlamento i numeri sono chiari: Bonafede è nettamente in minoranza. E la linea attendista del Pd ha ormai pochi giorni di autonomia: i gruppi parlamentari sono gli stessi che un anno fa presentarono la pregiudiziale di incostituzionalità contro la riforma. I dem dovranno votare in Aula scegliendo tra la Orlando e la Bonafede. E in alcuni casi si procederà a scrutinio segreto. I numeri non ci sono, punto. Sulla prescrizione dovranno cedere. Come lo faranno e in che tempi, è un problema del premier. Io so che molleranno. Vediamo quando e come. In questo Parlamento i grillini non hanno i numeri e nel prossimo ne avranno ancora meno”.