Oltre il danno la beffa per Samuele Ciambriello. Il garante campano dei detenuti, che con le sue denunce nell’aprile scorso ha aperto il ‘vaso di Pandora’ delle violenze avvenute all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere, con le misure cautelari disposte la scorsa settimana nei confronti di 52 tra dirigenti e agenti di polizia penitenziaria, finisce nel mirino del SPP, il Sindacato Polizia Penitenziaria.

Contro Ciambriello si è espresso infatti Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato, che ha chiesto al presidente della Campania Vincenzo De Luca “la revoca e sostituzione del Garante”. Una mossa, quella del sindacato, che segue le dichiarazioni rese lunedì in conferenza stampa dal garante campano dei detenuti, che aveva rivelato la presenza di “altri video raccapriccianti in possesso della Procura, quelli che abbiamo visto sono solo una parte delle violenze”.

Secondo Di Giacomo queste parole sono “di una gravità assoluta e alimentano il clima d’odio nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria e di destabilizzazione del Corpo”. Altro punto criticato dal segretario del SPP, ritenuto “inopportuno”, è “sostenere ‘oltre il danno la beffa’ in relazione al trasferimento dei detenuti di Santa Maria”.

Per il segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria Ciambriello “all nostra richiesta di abbassare i toni, consentendo alla magistratura di svolgere il proprio lavoro con serenità, risponde con conferenze stampa dai toni allarmistici che non rispondono alla verità dei fatti accaduti”.

Ciambriello “dovrebbe spiegare come fa a dire certe cose, come se avesse avuto accesso ai filmati, un’eventualità impossibile”, aggiunge ancora Di Giacomo, che se la prende anche con la garante dei detenuti di Caserta, Emanuela Belcuore. Evocando amnistia e indulto, secondo il segretario del SPP la Belcuore rivela “espressamente qual è l’obiettivo che si intende perseguire con questa campagna che ha già duramente colpito e provato oltre 37 mila uomini e donne al servizio dello Stato”.

Sulla mattanza era intervenuta lunedì anche la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese: “Le immagini sul carcere di Santa Maria Capua Vetere non avrei mai voluto vederle” ma “bisogna anche dire che non possiamo criminalizzare un intero corpo della Polizia Penitenziaria sulla base di alcune persone”.

Intanto mercoledì 7 luglio la ministra della Giustizia Marta Cartabia incontrerà i sindacati della polizia penitenziaria e nei giorni successivi i provveditori degli istituti. “Le condizioni del carcere – ha detto la ministra – stanno suscitando in me grande apprensione. Sto seguendo personalmente l’evoluzione delle vicende che sono emerse negli ultimi giorni: vicende che debbono avere approfondimenti e ho convocato a giorni delle riunioni. Voglio approfondire con i rappresentanti della polizia penitenziaria, che incontrerò nei prossimi giorni, e con i provveditori con cui avrò uno scambio di informazioni e vedute nei giorni successivi. Uno scambio di informazioni per capire come sia stato possibile che succedessero fatti così gravi”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia