Sospesi altri venticinque agenti della polizia penitenziaria. Si tratta di poliziotti che figurano tra gli iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ma per i quali non era stata disposta alcuna misura cautelare. E si aggiungono ai 52 indagati raggiunti lunedì da misure cautelari e già sospesi nei giorni scorsi. 

Sono quindi 77 in tutto al momento gli agenti della penitenziaria sollevati temporaneamente dal loro incarico in attesa che l’inchiesta completi il suo corso e si faccia piena luce sulle singole posizioni e sulle singole eventuali responsabilità, 77  agenti fra gli oltre cento indagati per le violenze del 6 aprile 2020 nel carcere sammaritano. 

Parallelamente, inoltre, su disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere che coordina l’inchiesta sui pestaggi, si è già provveduto ad allontanare 30 detenuti dal reparto Nilo. I reclusi sono stati trasferiti in istituti di pena al di fuori della Campania.

Il reparto Nilo è proprio quello finito al centro dell’inchiesta sui pestaggi in carcere; nei confronti dei detenuti di quel reparto infatti i 6 aprile dello scorso anno fu disposta la perquisizione straordinaria degenerata drammaticamente in quella che il gip ha definito “orribile mattanza”. 

Tra i detenuti trasferiti ci sono vittime dei pestaggi e alcuni di coloro che hanno denunciato raccontando agli inquirenti la loro versione di quel 6 aprile.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).