“Non si invochi la libertà per sottrarsi dalla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui”. La sponda al premier Mario Draghi arriva ancora una volta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre la maggioranza battibecca su Green pass e obbligo vaccinale, il Capo dello Stato partecipa domenica 5 settembre alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università di Pavia e sottolinea a studenti e professori il “dovere morale e civico della vaccinazione”.

Chi pretende di non vaccinarsi, naturalmente con l’eccezione di chi non può farlo per motivi di salute, e comunque di svolgere una vita normale frequentando luoghi di lavoro o svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunciare a prospettive di normalità di vita”. La libertà, quindi, più che all’indipendenza del singolo attiene al “dovere comune della solidarietà”.

Ed è grazie alla scienza – “che va sorretta in ogni tempo e in ogni circostanza” e non solo durante la pandemia – che dobbiamo oggi la possibilità di ripartire, con le scuole che riaprono regolarmente e l’economia che tenta il rimbalzo.Mattarella loda “la stragrande maggioranza dei nostri concittadini” che si è distinta per scelte e comportamenti responsabili ma sceglie di dire la sua sugli episodi di violenza avvenuti negli ultimi giorni: “Le espressioni di minacce che affiorano in questo periodo contro scienziati, giornalisti e uomini delle istituzioni sono fenomeni allarmanti e gravi che vanno contrastati con fermezza – dice chiaro -. La violenza va sanzionata con doveroso rigore”.

Locatelli: “Presto terza dose per pazienti fragili”

Intervistato dal Corriere della Sera, Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, torna sull’obbligo vaccinale: “E’ una decisione che spetta alla politica. Il premier Draghi e il ministro Speranza sono stati chiari. E’ una delle opzioni da considerare, attuabile anche in base all’articolo 32 della Costituzione”. Per quanto riguarda la terza dose “si partirà molto presto con i pazienti immunodepressi. E’ in fase avanzata la discussione per offrire una terza dose agli over 80, ai ricoverati nelle residenze sanitarie assistite, le Rsa, al personale sanitario. Sarà una terza dose del vaccino, al momento, preparata come le prime dosi, impiegando la sequenza del ceppo originario del virus e questa tipologia di vaccino è assolutamente efficace anche nel proteggere dalla variante Delta. Ci si orienterà sui composti basati sulla tecnologia dell’Rna messaggero (Pfizer-BioNTech e Moderna)”.

“Dialogo, persuasione e convincimento restano sempre la strada maestra – spiega -. La scelta di non immunizzarsi nuoce soprattutto a chi la prende. Oltre a ‘non volersi bene‘, significa non voler procedere nella direzione del senso di responsabilita’ civile. I dati non mentono. Mostrano con chiarezza che il numero dei pazienti vaccinati ricoverati in terapia intensiva è molto contenuto. Numeri che dovrebbero far riflettere chi ancora si tira indietro”. La partita del futuro “si gioca sulla vaccinazione ma anche su comportamenti individuali responsabili: indossare la mascherina negli assembramenti, distanziamento, igiene delle mani”. Al momento “non ci sono condizioni che prefigurino un’evoluzione dell’epidemia tale da dover ricorrere a nuove chiusure”. “E’ un bene, tuttavia, ricordarlo come possibile scenario”, aggiunge.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.