I mal di pancia che sanno di gelosia
Mbappé è infortunato e va in vacanza, Arbeloa cade nella trappola dei giornalisti: la retorica “tra giocatori in smoking” e “nessuno è più grande del Real Madrid”
Il campione francese si concede una vacanza nell’isola italiana durante la convalescenza e il suo allenatore non la prende benissimo
Il Real Madrid vince 2-0 contro l’Espanyol, ma a fare da cornice alla vittoria non è solo la felicità dei tifosi dei blancos. Ha fatto discutere la scelta di Kylian Mbappé, alle prese con un infortunio, di trascorrere alcuni giorni di vacanza in Sardegna, mentre la squadra era impegnata a preparare la sfida di campionato. Una situazione che, stando alle prime indiscrezioni, non sarebbe stata gradita all’interno dello spogliatoio madridista, sebbene il rientro in campo del campione francese sia previsto per il Clasico, in programma domenica 10 maggio a Barcellona (ore 21). Nel post partita di questo turno, l’allenatore Alvaro Arbeloa ha affrontato la questione in conferenza stampa, allargando però il discorso anche a temi più profondi, legati all’identità del club.
Il caso
Arbeloa, ha chiarito la posizione del club sulla gestione degli infortunati: “Tutta la pianificazione relativa ai giocatori è seguita dallo staff medico, che stabilisce quando devono essere presenti a Valdebebas e quando no. Nel tempo libero, poi, ogni giocatore decide cosa fare”. Una risposta che lascia intendere, senza motivo, una lieve frecciatina nei confronti di Mbappé, ma che comunque sottolinea come l’allenatore dei blancos abbia la situazione sotto controllo.
“Nessuno è sopra il Real”
Il passaggio più forte della conferenza stampa, ha riguardato il concetto di squadra secondo Arbeloa: “Non esiste un giocatore più grande del Real Madrid. I giocatori devono capire cosa rappresenta questo club“. Parole che suonano come un richiamo generale, più che una critica diretta a Mbappé, ma che comunque ribadiscono un principio chiaro all’interno dello spogliatoio del Real Madrid.
Atteggiamento e identità
Arbeloa ha infine voluto marcare il concetto di atteggiamento in campo: “Mi dà fastidio quando vedo che altre squadre corrono più di noi. Il talento da solo non è sufficiente. Questo club non è diventato ciò che è con i giocatori in smoking, ma con giocatori che finiscono le partite con la maglia piena di fango, sudore e stanchezza“. La domanda tuttavia è un’altra: “Sarà Arbeloa ad allenare il Real Madrid il prossimo anno?”. La sensazione è che difficilmente verrà confermato. Il motivo? Più che l’eliminazione dai Quarti di finale di Champions League contro il Bayern Monaco, è la distanza siderale dalla capolista Barcellona (11 punti) che potrebbe costargli caro.
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