Prima Berlino, poi Parigi: una spirale di sangue scorre per le strade d’Europa in nome di Allah. Dopo l’attentatore che ha falciato i partecipanti al Pride di Berlino, un trentunenne a Parigi si è scagliato contro la folla accoltellando tre donne. Il motivo? “Me l’ha chiesto Allah”.

Prima Berlino, poi Parigi: le strade europee minacciate dal fondamentalismo islamico

Era prevedibile che i lupi solitari, radicalizzati e cresciuti nell’odio contro la società europea, stessero per calare nuovamente sulle nostre vite, incoraggiati da mesi di odio e oikofobia provenienti dalle flotte di giovani europei che hanno archiviato le proprie bandiere per sostituirle con quelle palestinesi, ignari che la loro causa si stava trasformando in una massiccia propaganda per i movimenti palestinesi di matrice islamica (Hamas, Jihad islamica palestinese) che hanno goduto, come abbiamo osservato, di un grande sostegno mediatico ed economico. Ad aver spalancato le porte al fondamentalismo islamico, celato sotto la falsa patina dell’umanitarismo per i gazawi, è stata la sinistra radicale, insieme alla complicità sciocca e superficiale di quella cosiddetta riformista, ormai incapace di dettare la linea politica.

La nuova alleanza sorta in nome dell’anticapitalismo

Da tempo è in corso in Europa, Francia in testa, una saldatura tra la sinistra radicale, estremista, antagonista e l’islamismo presente in Europa: il cosiddetto islamogauchisme, definizione coniata nel 2002 dal politologo francese Pierre-André Taguieff, che cristallizzava concettualmente questa nuova alleanza sorta in nome dell’anticapitalismo, dell’anti-imperialismo e dell’antisionismo. Un’alleanza pericolosa che non ha ancora mostrato tutta la sua gravità, considerata anche l’incapacità di ammettere i fini jihadisti e anti-occidentali che si nascondono dietro svariate iniziative umanitarie. Basti pensare a tutti i denari inviati a Gaza dal 2005 e finiti nelle mani di Hamas e soci. Una verità che non diranno coloro i quali si inumidiscono gli occhi per la propaganda antisemita — antisionista, pardon — ma pulsano di odio anti-occidentale e aspirano alla distruzione della nostra identità.

Il fondamentalismo islamico non è scomparso

Il fondamentalismo islamico non è scomparso e non è stato sconfitto; al contrario, cresce e si alimenta della nostra indifferenza e delle nostre vane e vacue aspirazioni di inclusione e tolleranza, in nome di quel nefasto multiculturalismo che ci ha condotti nella condizione attuale. Ma l’islamo-sinistrismo resta un problema sottovalutato, e se le piazze “Pal” non ci hanno allarmato a dovere, allora è necessario chiedersi: cosa dovrà accadere prima che si ponga il tema sotto la dovuta lente d’ingrandimento?

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Nato nel 1994, esattamente il 7 ottobre giorno della Battaglia di Lepanto, Calabrese per grazia di Dio e conservatore per vocazione. Allievo non frequentante - per ragioni anagrafiche - di Ansaldo e Longanesi. Direttore di Nazione Futura dal settembre 2022 a maggio 2025. Oggi e per sempre al servizio della Patria. Fumatore per virtù - non per vizio - di sigari, ho solo un mito: John Wayne.