Si accelera sulla nomina del nuovo capo della Procura nazionale antimafia. Il Csm ha deciso di accorciare i tempi, anticipando a ieri le audizioni dei candidati in calendario per il 12 aprile. Si punta ad arrivare al più presto a un nome, quindi a una nomina che aprirà poi valzer di poltrone ai vertici di altri uffici giudiziari. Tra questi la Procura di Napoli. Sì, perché il procuratore Giovanni Melillo, attuale capo della Procura partenopea, è tra i sette candidati che corrono per la guida della Procura nazionale antimafia dopo il pensionamento del procuratore Federico Cafiero De Raho. Ed è anche dato tra i favoriti.

Insieme a quello di Nicola Gratteri, attuale procuratore di Catanzaro, il nome di Melillo è infatti tra i più quotati secondo i rumors di Palazzo dei Marescialli. Le audizioni dinanzi alla Commissione incarichi direttivi del Consiglio Superiore della Magistratura si sono svolte ieri. I candidati hanno illustrato ai membri della Commissione il proprio percorso, la propria idea di Procura, in estrema sintesi si sono presentati. Se davvero sono fondate le voci che danno Melillo e Gratteri i più quotati, la scelta che opererà il Csm sarà tra l’estremo rigore istituzionale e organizzativo del procuratore di Napoli e il carattere più investigativo e mediatico del procuratore di Catanzaro. Per certi versi due opposti. Al vaglio ci sono poi i profili degli altri candidati: il procuratore aggiunto della Dna Giovanni Russo, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, il procuratore di Messina Maurizio De Lucia, il procuratore di Lecce Leone De Castris, il procuratore di Firenze Marcello Viola. Nomi tra i quali, se Melillo dovesse essere scelto per la guida della Dna, potrebbe esserci il futuro capo della Procura di Napoli secondo le voci che cominciano a circolare a Palazzo di Giustizia.

È infatti scontato che la nomina di Melillo a capo della Procura nazionale antimafia darebbe il via a un giro di poltrone negli uffici giudiziari napoletani e appare abbastanza scontato che tra i candidati ora in corsa per l’Antimafia nazionale possano esserci anche aspiranti candidati alla guida della Procura di Napoli che è di fatto l’ufficio giudiziario più grande d’Italia, con fascicoli e indagini su una serie di fatti cruciali e determinanti non solo per la storia del territorio campano ma anche per quello nazionale. Staremo a vedere. Il totonomine sta per partire. Si vocifera di una possibile candidatura dello stesso Gratteri o di De Castris. Ma sono per ora rumors, voci. Le certezze arriveranno quando si conoscerà il nome del nuovo capo della Procura nazionale antimafia e quando saranno formalizzate le eventuali candidature per l’ufficio che rimarrà scoperto. Tutto dovrebbe accadere entro giugno o luglio prossimi, comunque prima della pausa feriale. Intanto quel che è certo è che negli uffici giudiziari della Torre al Centro direzionale ci si sta preparando a un cambiamento.

C’è anche qualche magistrato della Procura napoletana pronto a inseguire nuove ambizioni. Come il pm Henry John Woodcock che è tra i dieci candidati in corsa per il posto da procuratore capo di Reggio Emilia. La notizia ha già fatto il giro sui quotidiani emiliani che hanno seguito la scia mediatica del pm. A Napoli del resto diverse inchieste firmate dal magistrato anglo-napoletano si sono rivelate più mediatiche che a prova di dibattimento. Non resta che attendere. Intanto torniamo al Csm, ai lavori della Commissione incarichi direttivi, alle audizioni per la valutazione del magistrato che dovrà essere nominato come successore di Cafiero De Raho. Ieri si sono tenute le audizioni dei candidati affinché quanto prima la Commissione possa arrivare a formulare una proposta da sottoporre al Plenum per la guida dell’ufficio della Procura nazionale antimafia scoperto da febbraio.

La proposta potrebbe arrivare già questa settimana o al più la prossima. Siccome le nomine dei vertici degli uffici giudiziari determinano un effetto domino, molto dipenderà dalla nomina del successore di Francesco Greco a Milano che è all’ordine del giorno del Plenum di oggi. Se però slittasse a giovedì (ipotesi possibile viste le tante questioni all’esame dell’assemblea) farebbe certamente rinviare alla prossima settimana la proposta della Commissione sul capo della Direzione nazionale antimafia.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).