Un anno e dieci mesi. Questa la condanna inflitta all’ex primo cittadino di Roma Gianni Alemanno per traffico di influenze e finanziamento illecito nell’ambito di una tranche del procedimento ‘Mondo di Mezzo- Mafia capitale’.

Lo hanno stabilito i giudici della quarta sezione penale della Corte d’Appello di Roma. Il procuratore generale, nell’udienza di questa mattina, aveva invece chiesto di condannare Alemanno, che era presente in aula, a due anni e mezzo.

La condanna

Lo scorso 8 luglio i giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione avevano assolto l’ex sindaco della Capitale dall’accusa di corruzione nell’ambito del procedimento stralcio su ‘Mafia capitale’. In primo grado e in appello Alemanno era stato infatti condannato a 6 anni: la vicenda riguardava i soldi che avrebbe ricevuto dal patron della cooperativa 29 Giugno, Salvatore Buzzi, e da Massimo Carminati, circostanza che entrambi avevano smentito.

L’ex sindaco della Capitale era stato inizialmente accusato anche del reato di mafia, in seguito archiviato. Ma poi la Suprema Corte aveva annullato senza rinvio le accuse di corruzione, decidendo quindi di far svolgere un nuovo processo di appello per rideterminare la pena, riqualificando il reato in traffico di influenze in riferimento allo sblocco dei pagamenti di Eur Spa. La Cassazione con la sentenza aveva invece confermato le responsabilità di Gianni Alemanno per quanto riguarda il reato di finanziamento illecito.

La reazione di Alemanno

Gianni Alemanno, difeso dagli avvocati Cesare Placanica e Filippo Dinacci, si è detto amareggiato, perché innocente.  “Il ridimensionamento del fatto a seguito della sentenza della Cassazione è evidente” ha dichiarato. “Rimane l’amarezza per una condanna che a mio avviso non è giustificata perché io continuo a proclamarmi innocente”

Ritengo che il fatto di sollecitare i pagamenti di crediti dovuti da tempo dalla pubblica amministrazione non può essere una cosa che mi viene contestata” ha poi aggiunto l’ex sindaco di Roma. “Rimane quindi l’amarezza anche se il ridimensionamento di tutta questa vicenda è estremamente importante. Attendo di leggere le motivazioni – conclude – prima di fare ricorso in Cassazione.

 

Redazione