L’ennesimo decesso nelle carceri italiane, dove nel 2022 è in corso un ‘bollettino di guerra’. L’ultima vittima si chiama Luigi, 56 anni, deceduto probabilmente per un infarto nel carcere napoletano di Poggioreale.

A denunciarlo  è Samuele Ciambriello, Garante regionale dei detenuti, che questa mattina ha incontrato i suoi quattro compagni di cella del reparto Livorno. Detenuti che hanno raccontato “dei suoi dolori, da giorni, dolore al braccio, vomito, degli interventi fatti dal medico di turno in nottata”.

Ma perché non è stato chiamato il 118 visto che c’erano tutti i sintomi di un preinfarto? Invoco più sforzi ed interventi concreti per migliorare le condizioni di vita nelle carceri, a partire dalla sanità penitenziaria, Intercettando il disagio, gli eventi sentinella, i problemi sanitari prima che accada l’irreparabile“, è la richiesta che arriva da Ciambriello alle istituzioni.

Gli fa eco Pietro Ioia, Garante comunale di Napoli: “Sovraffollamento e precarietà della situazione igienica sanitaria sono le costante della vita in carcere a Poggioreale Lo Stato non garantisce gli standard minimi di dignità ed assistenza sanitaria“.

Il corpo del detenuto è stato portato al Policlinico per l’autopsia, il magistrato di turno ha sequestrato la sua cartella clinica. Il garante Ciambriello conclude amareggiato: “C’è un allarme silenzioso e silenziato sulle morti in carcere e di carcere. Ogni diversamente libero ha alle spalle qualcosa di unico, per questo la pena non deve dimenticare l’unicità di ciascuno. Per il carcere occorre fare di più e fare presto”.

Redazione