L’occupazione dei posti letto Covid in ospedale in Campania aumenta sempre di più. Secondo l’ultimo bollettino la percentuale dei ricoveri in terapia intensiva si attesta al 9,9%. Il passaggio di fascia avviene se la percentuale dei ricoveri è superiore al 10 per cento. Ieri sono stati 65 i ricoveri (più 8 rispetto al bollettino precedente) su 656 posti a disposizione: dunque la Campania è a un pelo dalla zona gialla.

E così tornano le scene già viste un anno fa con le auto che affollano l’ingresso del Cotugno per entrare nel pronto soccorso. E il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, ha scritto ai dirigenti dei principali ospedali per chiedere di rinviare visite, controlli e ricoveri che sono procrastinabili. Situazione critica anche nelle pediatrie.

Al Santobono, l’ospedale pediatrico di Napoli,  la situazione è difficile. “Abbiamo raddoppiato i posti letto per i bimbi con il Covid, passando da 10 a 20 che oggi sono tutti pieni – afferma Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono – abbiamo una percentuale di accessi al pronto soccorso di bimbi malati di Covid di 50 al giorno. Sono numeri inimmaginabili fino a due settimane fa, che non avevamo mai avuto. La maggior parte si tratta di bimbi lattanti, al di sotto di un anno. Hanno la febbre anche alta che spaventa i genitori che li portano qui e dal nostro tampone emergono positivi. Per fortuna non tutti necessitano del ricovero, la maggior parte non hanno patologie respiratorie né sono disidratati e quindi li mandiamo a casa con controlli del pediatra di base. Meno del 10 per cento, invece, li ricoveriamo”. E la situazione è la stessa anche al Policlinico della Federico II. 

Secondo i dati della Fondazione Gimbe sui contagi, Napoli, Caserta e Avellino sono tra le province italiane con più contagi. Nell’area partenopea sono 1.402 i casi ogni centomila abitanti, 1.264 in Terra di Lavoro e 1.206 in Irpinia. Aumentano i casi per l’elevata contagiosità della variante Omicron. In Italia si registra un incremento del 153% rispetto alla settimana precedente. e +8,9% dei decessi, In 7 giorni raddoppiano le persone attualmente positive, passate da 598.868 a 1.265.297 (+111,3%). Nel periodo di riferimento, dal 29 dicembre al 4 gennaio, Gimbe rileva anche la crescita esponenziale dell’incidenza dei casi ogni centomila abitanti.

Le province più colpite sono Firenze (3.058), Lodi (2.747), Monza e della Brianza (2.677), Siena (2.631), Milano (2.538), Prato (2.503), Pisa (2.385), Rimini (2.315), Arezzo (2.275), Pavia (2.235), Pistoia (2.156), Lucca (2.136), Terni (2.079), Varese (2.049), Perugia (2.047) e Como (2.005). Ma in questa particolare classifica ci sono anche Napoli – con 1.420 contagi ogni centomila abianti – Caserta (1.264) e Avellino (1.206).

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, accusa il governo di aver adottato misure tardive e insufficienti. Una posizione in linea con quanto sostenuto in questi giorni anche dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca. “Purtroppo le nuove misure – dice Cartabellotta – sono il frutto di compromessi politici, piuttosto che di una coraggiosa strategia di contrasto alla pandemia. Rappresentano un’ulteriore stratificazione di ‘pannicelli caldi’ insufficienti e tardivi, privilegiando l’esasperazione della burocrazia per mettere tutti d’accordo e scommettendo per l’ennesima volta sulla resilienza di ospedali e professionisti sanitari, già allo stremo. Si continua a inseguire il virus senza rendere noto alla popolazione qual è il piano B: ovvero quali sono le mosse successive per arginare l’ondata di contagi che rischia di portare al default dei servizi sanitari ospedalieri, nonché al lockdown di fatto del Paese”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.