Alleanza senza candidato sindaco. Giorni difficili per Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Dopo il patto, siglato la scorsa settimana in un bar di Posillipo, per correre insieme in vista delle prossime elezioni comunali a Napoli (a Roma, Milano e Torino l’alleanza potrebbe concretizzarsi solo al secondo turno), in questi giorni sono arrivati due rifiuti.

Il primo è quello dell’ex ministro e rettore della Federico II Gaetano Manfredi, che in una lettera ai cittadini si è chiamato fuori a causa dell’ingente debito (circa 5 miliardi) accumulato in questi anni dall’amministrazione arancione di Luigi de Magistris. Manfredi ha invocato una legge speciale per Napoli e per gli altri comuni dissestati ma, al momento e nonostante il pressing di dem e Cinque Stelle, non ha alcuna intenzione di correre per la poltrona di primo cittadino.

Il secondo rifiuto è quello di Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati e grillino della prima ora. A margine di un evento a Compiano (Parma) per la commemorazione dedicata a Ilaria Alpi, la giornalista assassinata a Mogadisco nel 1994 (oggi avrebbe compiuto 60 anni), Fico si auto-esclude: “Farò il presidente della Camera fino a fine legislatura”, ovvero fino alla primavera del 2023. Resta in corsa il nome del sottosegretario Vincenzo Amendola.

de Magistris era pronto a sacrificare Clemente per Fico

Il suo nome piace anche al sindaco de Magistris che proprio questa mattina, lunedì 24 maggio, ha fatto il nome di Fico perché è “la candidatura che più può unire“, con buona pace di Alessandra Clemente, oggi assessore ma già da tempo incaricata a raccogliere quel che resta dell’eredità politica lasciata dall’ex magistrato. “Perché Clemente non va bene per Pd e Movimento 5 Stelle? Loro – dice de Magistris – non rispondono. Quella di Fico potenzialmente poteva essere una candidatura che unisce e se si candida Fico si può aprire un ragionamento”. “Luigi Di Maio? È impensabile, non ha la possibilità di vincere. Invece Gaetano Manfredi ha tentennato, quindi non è idoneo perché chi ha paura non può fare il sindaco di Napoli. Antonio Bassolino – continua l’ex Pm – è un avversario politico, ha consegnato una città piena rifiuti, ma prendo atto che ha 74 anni e metterci la faccia rispetto ad altri denota amore e coraggio, anche se la valutazione politica è negativa”.

Catello Maresca, oggi l’investitura del centro-destra

Mentre nel centro-sinistra regna il caos, Catello Maresca dovrebbe ricevere in giornata l’investitura del centro-destra che nel pomeriggio si è riunito a Roma per fare il punto sulle candidature a Napoli, Roma, Bologna, Milano e Torino. Dopo la richiesta di aspettativa al Csm, il sostituto procuratore generale, in servizio presso la Corte d’Appello di Napoli, è pronto nelle prossime ore ad ufficializzare la sua discesa in campo con il supporto di diverse liste civiche oltre che di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

 

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.