Gli ospedali sono quasi al collasso e Napoli rischia grosso, in termini di perdite e di tenuta del Sistema Sanitario. “Centinaia di miei colleghi dicono tutti la stessa cosa: non ce la facciamo più, non è vero che abbiamo ancora posti letto disponibili per pazienti covid. Non vorremmo trovarci a dover scegliere chi va curato e chi no”. A denunciarlo, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, è Pierino Di Silverio, medico dell’Ospedale Monaldi di Napoli e vicesegretario regionale del sindacato Anaao-Assomed.

Napoli e la Campania sono state per oltre una settimana il caso, incompreso e irrisolto, dell’emergenza. I virologi sollecitavano la chiusura, l’algoritmo aveva assegnato la Zona Gialla, le immagini della folla sul Lungomare e delle file di Ambulanze in fila ai Pronto Soccorso, il caso del paziente positivo al coronavirus morto all’ospedale Cardarelli, i continui contrasti tra il sindaco Luigi de Magistris e il governatore Vincenzo De Luca. Una polemica finita, ma non troppo, soltanto con il passaggio alla Zona Rossa. Il medico e sindacalista critica a tutto spiano la gestione dell’emergenza. E quindi, nel dettaglio, anche la delibera Regionale che dal 16 ottobre ha bloccato tutta l’assistenza non-covid. “Assurdo è stato cancellare tutte le degenze di medicina ordinaria, fatto salvo per le oncologie e le urgenze, per attrezzare posti letto covid”, argomenta Di Silverio. “Quando il sistema collasserà – continua – o si sceglierà chi curare o il governo dovrà autorizzare il trasporto dei nostri pazienti fuori Regione”.

Di Silverio critica a De Luca di non aver pensato “di inserire nell’unità di crisi regionale i medici. Loro, sì, sono sul campo. Si è chiuso nella sua torre e basta” e invece avrebbe dovuto “varare concorsi per l’assunzione di specializzandi negli ultimi tre anni di corso. Puntare su medici internisti, infettivologi e pneumologi. Stilare contratti per 120-130 unità” e quindi “attivare le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr) fin da subito. Lo ha fatto solo nelle ultime settimane”. Inutile anche il bando per i 450 medici – 165 le domande ricevute, il 36% della richiesta – che “non sortirà effetti” perché “pochi gli specialisti a spasso. Immagini un po’, con una pandemia che ha omogeneamente coinvolto tutta Italia chi – anziché prestare servizio nel proprio territorio – sceglierà sul serio di trasferirsi in Campania, tra l’altro come co.co.co. Andiamo …”.

IL BOLLETTINO – L’Unità di Crisi ha comunicato nell’ultimo bollettino (ieri, ndr) che sono 3.657 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore su un totale di 23.479 tamponi. Dei nuovi contagiati 430 risultano essere sintomatici e 3.227 asintomatici. Sono invece 75 i morti riportati ieri ma deceduti tra il 3 e il 17 novembre per un totale di 1.160 dall’inizio dell’emergenza. Per quello che riguarda la situazione degli ospedali, sono 200 i posti occupati nelle terapie intensive (su 656 disponibili) e 2.259 di degenza (su 3.160 posti letto covid e offerta privata). Gli attualmente positivi nella Regione sono 95.139 di cui 92.680 in isolamento domiciliare.